Silvi, la collina che cede: crolla una palazzina nonostante le evacuazioni, si allarga il fronte franoso
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Redazione Interno
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L’accelerazione improvvisa del movimento franoso che da mesi interessa la zona collinare di Silvi, in provincia di Teramo, ha cambiato radicalmente il volto del borgo, trasformando in poche ore una situazione di monitoraggio costante in un’emergenza concreta fatta di case sventrate, asfalto squarciato e famiglie costrette ad assistere da lontano alla distruzione dei propri beni. È accaduto nella mattinata del 28 marzo, quando il versante di contrada Santa Lucia, un’area già segnata da una storica fragilità idrogeologica aggravata nelle settimane precedenti dalle abbondanti piogge, ha subito una brusca riattivazione. Il fronte franoso, che si estende per circa ottanta metri lungo la strada provinciale 29/b, ha provocato il cedimento delle fondamenta e il conseguente collasso di una palazzina che, ed è questo il dato più significativo emerso dalle prime ricostruzioni, non rientrava tra gli edifici inizialmente considerati a rischio imminente.
La Protezione civile, già attiva sul posto da giorni con squadre di volontari e tecnici, aveva disposto nelle ore precedenti l’evacuazione di alcune abitazioni ritenute maggiormente esposte, e proprio quell’intervento tempestivo ha evitato che il crollo si trasformasse in una tragedia: quando la palazzina è collassata, sollevando una densa colonna di polvere tra gli scricchiolii del terreno che ancora si muoveva, all’interno non c’era più nessuno. Il quadro, tuttavia, resta profondamente critico. Il sindaco Andrea Scordella, in costante contatto con la Regione e con il dipartimento nazionale di Protezione civile, ha confermato che l’area è stata dichiarata zona rossa e che si temono ulteriori crolli, poiché il movimento del terreno non accenna a fermarsi e le sollecitazioni sulle strutture ancora in piedi continuano ad aumentare. Al momento risultano coinvolte almeno quattro palazzine e circa cinque nuclei familiari, ma il perimetro della zona interessata resta aperto e in continua ridefinizione, con i tecnici che procedono a sopralluoghi serrati anche con l’ausilio di droni per mappare l’estensione reale del dissesto.
Sul versante geologico, gli esperti sono al lavoro da settimane: già a gennaio, dopo i primi smottamenti, erano stati avviati rilievi con l’Università Gabriele d’Annunzio e il supporto della Regione, che aveva stanziato 244mila euro per interventi urgenti di somma urgenza. Le indagini, condotte anche con l’uso di coloranti traccianti per verificare l’integrità delle condotte idriche sotterranee, hanno evidenziato una situazione di fragilità diffusa legata alla natura argillosa del terreno, che saturandosi per le infiltrazioni e le recenti piogge ha perso progressivamente la sua coesione. Il movimento della collina, che per mesi era stato quasi impercettibile, è entrato in una fase di accelerazione che ha sorpreso anche i tecnici per la rapidità con cui si è propagato, mettendo in luce come il confine tra la prevenzione e l’emergenza sia spesso labile in territori così complessi. Il presidente della Regione Marco Marsilio ha assicurato il massimo impegno delle strutture regionali, con il direttore della Protezione civile Maurizio Scelli che ha coordinato personalmente le operazioni di messa in sicurezza e la verifica delle infrastrutture viarie, ormai compromesse in più tratti.
Le scuole restano chiuse e la viabilità compromessa tra ordinanze e sopralluoghi
La strada provinciale 29/b, arteria fondamentale per i collegamenti tra il borgo collinare e la costa, è stata immediatamente chiusa al traffico dopo che l’asfalto ha ceduto in più punti, aprendo voragini profonde e creando dislivelli che rendono impraticabile qualsiasi transito. Il provvedimento, necessario per garantire l’incolumità pubblica, ha imposto ai residenti percorsi alternativi, allungando i tempi di percorrenza verso i servizi essenziali e isolando di fatto alcune porzioni del paese. In parallelo, il sindaco ha firmato un’ordinanza che dispone la sospensione delle attività didattiche per tre giorni nelle scuole di ogni ordine e grado, una decisione presa al fine di consentire verifiche più approfondite sulla stabilità degli edifici pubblici e per evitare di esporre studenti e personale a rischi legati al movimento del versante o a eventuali nuovi cedimenti. La scelta, seppur onerosa per le famiglie che devono riorganizzare la giornata dei figli, è stata ritenuta necessaria dai tecnici comunali in attesa che il quadro evolutivo della frana si stabilizzi.
Una corsa contro il tempo per il consolidamento del versante
Geologi e funzionari regionali, insieme ai tecnici della Protezione civile, stanno definendo in queste ore le priorità operative per arginare il fenomeno e prevenire ulteriori crolli. Nei prossimi giorni è prevista l’installazione di sensori di monitoraggio su tutto il versante, strumenti che permetteranno di rilevare in tempo reale anche i minimi spostamenti del terreno, fornendo dati preziosi per capire se l’accelerazione in atto è destinata a proseguire o se si potrà registrare un rallentamento. L’attenzione è concentrata sulle abitazioni ancora in piedi ma sottoposte a forti sollecitazioni strutturali, alcune delle quali, secondo quanto dichiarato dallo stesso sindaco, potrebbero collassare nei prossimi giorni nonostante le misure di contenimento adottate. Il lavoro degli esperti si muove su due fronti: da un lato la messa in sicurezza immediata con interventi di consolidamento superficiale e deviazione delle acque, dall’altro la raccolta di dati per progettare un intervento strutturale che possa restituire stabilità a un’area la cui conformazione geologica rappresenta una sfida antica per gli abitanti di Silvi Paese. Intanto, le famiglie sfollate attendono risposte, mentre la macchina organizzativa della Regione cerca di coordinare l’emergenza senza soluzione di continuità, consapevole che ogni ora che passa senza nuovi cedimenti non è una tregua, ma un’opportunità per anticipare il prossimo movimento di quella collina che continua a scivolare verso valle.
Meta Description: Frana a Silvi, in provincia di Teramo: crolla una palazzina nonostante le evacuazioni. Si allarga il fronte franoso, scuole chiuse e strada provinciale interrotta. Geologi al lavoro con sensori di monitoraggio.




