Sarri attacca Chiffi dopo Milan-Atalanta: polemica sul Var e Rabiot

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Maurizio Sarri ha contestato duramente l'arbitraggio di Daniele Chiffi dopo la sconfitta per 3-2 dell'Atalanta contro il Milan a San Siro, soffermandosi sui tocchi di mano in area e sull'episodio che ha coinvolto Adrien Rabiot. Nel dopopartita, il tecnico nerazzurro ha espresso la propria insoddisfazione per la gestione degli episodi da parte della squadra arbitrale, mettendo in discussione la coerenza nell'utilizzo del Var. A provocare la sua reazione è stata anche la risposta ricevuta dal direttore di gara quando gli ha chiesto chiarimenti sul comportamento di un calciatore nei confronti dell'arbitro.

Il confronto con Chiffi e le parole su Rabiot

Il passaggio più acceso delle dichiarazioni riguarda la possibilità, secondo Sarri, che un giocatore possa rivolgersi all'arbitro con un insulto senza essere espulso. «Oggi ho scoperto una cosa nuova, che ci sono dei giocatori che possono mandare affanc… l'arbitro», ha dichiarato il tecnico, riferendosi a un episodio legato a Rabiot. Sarri ha spiegato di aver chiesto chiarimenti a Chiffi durante l'intervallo, domandandogli se il regolamento consentisse a qualcuno di rivolgersi in quel modo al direttore di gara. La risposta, nel racconto dell'allenatore, è stata che il giocatore era stato ammonito. Da qui il confronto con il trattamento che, a suo giudizio, avrebbe ricevuto lui stesso in una situazione analoga.

Il tecnico ha sottolineato la differenza tra la sanzione applicata al calciatore e quella che si aspetterebbe per un comportamento simile da parte sua. «Ma se ti mando affanc… io mi mandi fuori, giustamente», ha affermato, contestando quella che considera una disparità di trattamento. Le parole non si sono limitate al singolo episodio disciplinare: Sarri ha dichiarato di non aver gradito la conduzione della gara e ha collegato la propria protesta anche ad altri momenti della partita. Nel suo intervento, il riferimento all'arbitro non è stato quindi separato dalle decisioni prese nelle due aree, considerate centrali nella valutazione della direzione di gara.

La contestazione sui tocchi di mano e l'intervento del Var

Un altro punto della protesta riguarda tre situazioni in cui il pallone avrebbe colpito il braccio di un difensore. Secondo la ricostruzione di Sarri, due episodi si sono verificati nell'area dell'Atalanta e sono stati sottoposti alla revisione al Var, mentre quello nell'area rossonera non ha prodotto la stessa chiamata. Il tecnico ha indicato in particolare il cross di Rowe, sul quale ritiene che De Winter possa aver toccato il pallone con una mano. La contestazione riguarda dunque il criterio con cui sono stati valutati contatti che, nella sua lettura, presentavano elementi simili ma hanno ricevuto un trattamento differente.

Per rendere più esplicita la propria posizione, Sarri ha richiamato anche il caso di Obric, protagonista di un episodio in area che ha portato all'intervento del Var a favore del Milan. «Se il Var viene chiamato per Obric, vale anche per De Winter», è il senso della sua protesta. Il confronto tra le due situazioni costituisce uno degli argomenti principali delle dichiarazioni rilasciate a Sky Sport, perché chiama in causa non soltanto la valutazione del singolo tocco di mano, ma anche l'uniformità delle decisioni arbitrali nel corso della stessa partita. Sarri ha sostenuto che la revisione video avrebbe dovuto essere applicata con lo stesso criterio anche nell'area milanista.

La rimonta sfiorata dall'Atalanta dopo il triplo svantaggio

Le proteste sono arrivate al termine di una partita in cui la squadra bergamasca ha dovuto inseguire dopo essere finita sotto di tre reti. Il Milan ha costruito il proprio vantaggio anche attraverso due calci di rigore, uno dei quali non è stato trasformato, mentre l'Atalanta ha reagito nella seconda parte dell'incontro riducendo il divario. La formazione di Sarri è riuscita a riportarsi in partita, ma non a completare la rimonta. Il risultato ha lasciato al tecnico anche il rammarico per le occasioni create, in particolare per la possibilità di trovare il pareggio nel finale.

Sarri ha ricordato che la prima grande occasione da gol era stata costruita proprio dalla sua squadra, con Krstovic, prima che la gara prendesse una direzione diversa. L'allenatore ha poi richiamato la palla del possibile 3-3 arrivata a cinque minuti dalla fine, un'occasione che avrebbe potuto cambiare l'esito del confronto. Il riferimento alle opportunità offensive si affianca alle critiche rivolte alla direzione arbitrale: nel dopopartita, il tecnico ha manifestato sia la delusione per non aver raccolto punti sia l'insoddisfazione per gli episodi che, a suo giudizio, non sono stati valutati in modo uniforme.

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