A Valencia si chiude il 2025 e si accende l'anteprima del 2026 con i test in pista
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Mentre il rombo dei motori dell'ultimo gran premio del 2025 si sta ancora dissolvendo nell'aria, il circuito Ricardo Tormo di Valencia, che non ha mai veramente taciuto, si appresta a ospitare un evento dal duplice significato, un vero e proprio ponte gettato tra due stagioni. A sole quarantotto ore dalla conclusione delle corse ufficiali, infatti, la MotoGP torna in pista per i test collettivi che segnano, nell'interpretazione di molti addetti ai lavori, l'inizio non ufficiale del campionato 2026. Una sessione di lavoro intensa, della durata di quasi sette ore, durante la quale le squadre inizieranno a scrivere le prime righe di un nuovo capitolo, raccogliendo dati preziosi e impostando le basi per i mesi di sviluppo che li attendono.
I protagonisti del nuovo corso
Tra i molti sguardi curiosi che seguiranno le evoluzioni in pista, alcuni si concentreranno inevitabilmente su due piloti in particolare, entrambi alle prese con il loro battesimo del fuoco nella categoria regina. Da una parte c'è Toprak Razgatlioglu, il campione del WorldSBK la cui attesa transizione in MotoGP con il team Prima Pramac Yamaha rappresenta uno dei racconti più seguiti dell'intersaison. Il pilota turco, che ha dovuto abbandonare il suo storico numero 54 poiché già utilizzato da un altro corridore, ha già annunciato che scenderà in pista con il numero 7, una scelta che ha già generato un vivace scambio di battute sui social network. Dall'altra, Diogo Moreira, che affronta la sua prima uscita con i colori del team LCRLCR Honda, cercando di imprimere da subito la sua sensibilità su una motocicletta che richiede un profondo impegno di sviluppo.
Le novità tecniche in vasca di carenaggio
Oltre ai nuovi volti, la giornata di test sarà cruciale per osservare da vicino una delle rivoluzioni tecniche più discusse degli ultimi tempi: il passaggio della casa di Iwata a un propulsore di architettura V4. Yamaha, infatti, abbandona il tradizionale motore inline a quattro cilindri per allinearsi alla soluzione meccanica predominante in griglia, un cambiamento epocale che i tecnici analizzeranno metro dopo metro, cercando di capirne le potenzialità e le aree di miglioramento. A completare il quadro dei piloti sotto i riflettori, c'è poi Nicolò Bulega, che dopo due esperienze come sostituto avrà finalmente l'opportunità di testare con continuità la sua Ducati, cercando di consolidare il feeling con una moto di cui conosce già parzialmente le caratteristiche.
L'organizzazione della giornata e le assenze
La pista sarà a disposizione dei team dalle dieci del mattino fino alle cinque del pomeriggio, un lasso di tempo in cui ogni minuto sarà prezioso per accumulare informazioni. L'attività, trasmessa in diretta dalle emittenti specializzate, si svolgerà però in assenza di alcuni nomi di peso; Marc Marquez e Franco Morbidelli, infatti, non potranno prendervi parte a causa di infortuni, mentre un altro pilota, Celestino Vietti, vivrà l'emozione della prima volta salendo su una moto della classe regina. Mentre i meccanici affinano le regolazioni e gli ingegneri studiano i tracciati dei giri, il paddock inizia già a respirare l'aria del futuro, un futuro il cui primo, fugace assaggio è racchiuso proprio in questa giornata di lavoro sul caldo asfalto spagnolo.




