Roma, il Foro Italico si rifà il look: via libera alla Supertennis Arena e al nuovo Centrale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Manca poco più di un mese al via degli Internazionali Bnl d’Italia, in programma dal 28 aprile al 17 maggio, e intanto il Foro Italico si presenta già con un volto parzialmente rinnovato, in attesa dei cantieri più imponenti che scatteranno subito dopo l’ultimo match. L’edizione 2026 segna un punto di svolta per la configurazione spaziale del parco, con una modifica sostanziale rispetto allo scorso anno: la Supertennis Arena, che nel 2025 era stata collocata accanto allo Stadio dei Marmi, cambia infatti radicalmente posizione. Ora sorge a ridosso del Campo Centrale, lungo viale delle Olimpiadi nei pressi dell’ex Ostello della Gioventù, una scelta strategica che mira a integrare meglio i flussi di pubblico e a rendere più fluida la percezione delle gare in corso. L’impianto, dalla caratteristica forma poligonale che si sviluppa progressivamente verso il terreno di gioco, potrà ospitare fino a tremila spettatori, offrendo loro una visuale ravvicinata che in molti contesti internazionali si tende a riservare solo ai campi principali.

La riorganizzazione degli spazi non si limita però alla sola Supertennis Arena. Mentre la Grand Stand Arena – che per anni ha rappresentato il secondo stadio del complesso – sarà smantellata per essere trasferita a Palermo, in forza del decreto Caivano che finanzia la rigenerazione urbana in aree disagiate, gli organizzatori stanno lavorando a una soluzione temporanea per colmare il vuoto lasciato da quella struttura. L’operazione, che rientra in un più ampio disegno di riqualificazione, prevede di sfruttare parte delle tribune esistenti e moduli temporanei per realizzare un nuovo stadio provvisorio, capace di contenere circa ottomila persone: una cifra che, se confermata, porterebbe l’offerta di posti a sedere complessiva a livelli mai toccati in precedenza.

Un cantiere da 12.500 posti: la svolta del Centrale

La vera rivoluzione, però, è attesa a partire dalla fine di maggio, quando gli ultimi colpi di racchetta della kermesse saranno solo un ricordo. La Giunta di Roma Capitale ha infatti adottato la proposta di delibera per la riqualificazione architettonica e funzionale dello stadio Centrale, un provvedimento che ora attende solo l’esame dell’Assemblea Capitolina per l’approvazione definitiva. Il progetto, che rappresenta l’epilogo di un percorso condiviso tra Sport e Salute, il Ministero della Cultura, la Regione Lazio, il CONI e l’amministrazione comunale, punta a trasformare radicalmente l’impianto simbolo del tennis italiano. L’obiettivo dichiarato è quello di aumentare la capienza fino a 12.500 posti, ma l’aspetto più atteso riguarda l’installazione di una copertura mista: 6.500 metri quadrati fissi e 1.700 mobili, che permetteranno di utilizzare la struttura per tutto l’anno, svincolandola dalle variabili climatiche.

L’intervento, il cui inizio lavori è previsto subito dopo l’edizione 2026 del torneo, non si limiterà alla semplice aggiunta di un tetto. Il progetto prevede la realizzazione di quattro terrazze panoramiche affacciate sul Tevere e sul parco, per un totale di duemila metri quadrati, e un diaframma vetrato che, secondo le intenzioni dei progettisti, dovrebbe favorire un dialogo visivo continuo tra l’interno dell’arena e il paesaggio circostante. Particolare attenzione è stata posta anche ai temi dell’accessibilità e della mobilità: saranno installati quattro nuovi ascensori panoramici e corpi scala metallici per snellire i percorsi di ingresso e deflusso, mentre all’esterno è previsto un aumento dei posti auto con una nuova area di sosta tra viale dei Gladiatori e via Roberto Morra.

Un parco in evoluzione tra sport e nuova identità

L’intervento sul Centrale, spiegano i vertici di Sport e Salute, rientra in una strategia più ampia che mira a ridisegnare l’intera area del Foro Italico, trasformandola in un hub polifunzionale attivo tutti i trecentosessantacinque giorni dell’anno. L’obiettivo, come dichiarato dal presidente Marco Mezzaroma, è quello di creare un “luogo della città” capace di generare indotto economico non solo attraverso il tennis, ma ospitando concerti, spettacoli e competizioni di altre discipline. In quest’ottica, la nuova copertura diventa il tassello fondamentale per attrarre investitori internazionali e per garantire un utilizzo continuo dello stadio, che attualmente rimane sostanzialmente inutilizzato per gran parte dell’anno.

Anche la nuova collocazione della Supertennis Arena si inserisce in questa visione di “sistemazione monumentale e paesaggistica” degli spazi esterni. Scegliendo di portare l’impianto accanto al Centrale, gli organizzatori hanno cercato di creare un asse centrale più definito, dove il pubblico possa muoversi con maggiore naturalezza tra il campo principale e il secondo campo per importanza, aumentando la densità di eventi e spettatori nella zona più nobile del parco. Si tratta di una modifica che, pur essendo temporanea nella sua struttura fisica – l’Arena è concepita come un impianto provvisorio – ha il merito di testare un nuovo modello di fruizione che potrebbe influenzare le scelte future sull’assetto definitivo degli spazi.

Il conto alla rovescia per la casa della terra rossa

Mentre l’iter burocratico per il cantiere del Centrale si avvia verso la conclusione in Campidoglio, l’attenzione degli addetti ai lavori e degli appassionati si sposta sulla macchina organizzativa della prossima edizione. Il Foro Italico si prepara ad accogliere il meglio del tennis mondiale confermando la sua vocazione di capitale della terra battuta, con un’offerta di campi da gioco che resta ampia nonostante la rimozione della vecchia Grand Stand Arena. La nuova Supertennis Arena, la cui prevendita dei biglietti è già partita, rappresenta il fiore all’occhiello di questa edizione di transizione, un antipasto di quella che sarà la nuova fisionomia del complesso una volta conclusi i lavori di ammodernamento.

L’operazione di rinnovamento in corso, che tocca sia gli aspetti logistici immediati sia le grandi opere strutturali, racconta la volontà di tenere il passo con i grandi eventi internazionali, in un momento in cui il tennis italiano vive una stagione di popolarità senza precedenti. La scelta di concentrare gli sforzi sul Centrale, dotandolo di una copertura e ampliandone la capienza, rappresenta l’investimento più significativo, ma la cura dei dettagli – come lo spostamento della Supertennis Arena per migliorare l’esperienza del pubblico – dimostra un’attenzione capillare al funzionamento dell’evento nel suo complesso. Dal 28 aprile, quindi, il Foro Italico tornerà a essere il centro del mondo della racchetta, mostrando al pubblico la prima, tangibile anteprima di una trasformazione destinata a durare ancora a lungo.

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