L’incubo dei fulmini sospende il Gp di Miami: via libera alle 19, ma la pioggia minaccia il circus

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’attendismo, in questi casi, è un lusso che la sicurezza non può permettersi. La Formula 1, reduce da un mese di stop forzato che aveva già cancellato gli appuntamenti in Bahrein e Arabia Saudita -1-6, si prepara a riaccendere i motori sul tracciato cittadino di Miami, ma lo scenario che si prospetta per il pomeriggio di oggi, domenica 3 maggio, è tutt’altro che quello soleggiato dei weekend precedenti. Dopo un vertice lampo tenutosi nella notte italiana, Fia e organizzatori hanno stravolto il programma: il semaforo verde scatterà con tre ore di anticipo rispetto alla tabella di marcia originaria, quindi non più alle 22 ma alle 19 (le 13 locali), una decisione dettata dalla necessità di schivare un muro d’acqua che, secondo i modelli previsionali, dovrebbe abbattersi sulla Florida proprio nel tardo pomeriggio. E così, mentre il giovane Andrea Kimi Antonelli – che qui a Miami ha conquistato la sua terza pole position consecutiva con un crono stratosferico di 1’27″798 – si gode la prima casella della griglia -2-9, nell’aria c’è la sensazione tangibile che la sfida più insidiosa non arrivi dalle sospensioni o dalle power unit, ma dalle nuvole cariche di elettricità.

La pioggia battente, in realtà, non rappresenta di per sé l’ostacolo insormontabile: i piloti sanno bene come affrontare l’acqua, i rain tyre esistono proprio per questo. Il vero nemico, in terra statunitense, è rappresentato dai fulmini. La normativa locale, incredibilmente severa su questo punto al pari di quanto accaduto durante la scorsa estate per il Mondiale per Club di calcio, prevede l’interruzione immediata di qualsiasi evento sportivo qualora si registri un fulmine nel raggio di tredici chilometri dall’impianto. Proprio per gestire questa eventualità, la Federazione ha predisposto un protocollo d’emergenza noto come “shelter in place”. Nel concreto, se il maltempo dovesse arrivare prima del via, le sessioni subirebbero un ritardo, con i meccanici costretti a spingere a mano le monoposto nei box e tutto il personale a evacuare la pit wall per mettersi al riparo.

Ma è l’ipotesi che più preoccupa gli addetti ai lavori, quella di una sospensione a corsa iniziata. Se la pioggia – o, peggio, i fulmini – dovessero cogliere i piloti nel bel mezzo dei sorpassi, la direzione gara esporrebbe la bandiera rossa. A quel punto, le vetture dovrebbero rientrare lentamente nella corsia dei box e venire immediatamente spinte nei garage, dove i tecnici potranno intervenire sulle monoposto solo in maniera estremamente limitata, pena una retrocessione in fondo al gruppo al momento della ripartenza. Questo quadro di incertezza, per quanto gestito con il rigore del manuale Fia, rimette in discussione una gerarchia che sembrava essersi delineata con chiarezza nelle qualifiche di ieri, dove la Mercedes ha mostrato i muscoli. Prima di pensare alla strategia del cambio gomme o alla mappatura del motore, però, bisognerà fare i conti con i capricci del cielo: l’orario è stato anticipato, ma la pioggia battente che ha già iniziato a bagnare l’asfalto lascia presagire una corsa a scacchi continui.

La risposta della Ferrari e le gerarchie in griglia

In questo contesto di caos meteorologico, la griglia di partenza rappresenta l’unica certezza statistica. Antonelli, dunque, dividerà la prima fila con Max Verstappen, apparso in netta ripresa dopo un inizio di campionato opaco e autore del secondo tempo (1’27″964) nella giornata di ieri. Il campione del mondo in carica, che a Miami ha ritrovato quella confidenza con la Red Bull che sembrava smarrita, proverà a mettere pressione al giovane italiano già nello spegnimento dei cinque semafori rossi. Alle loro spalle, a difendere i colori della Rossa, ci sarà Charles Leclerc. Il monegasco, terzo in qualifica con un crono di 1’28″143, rappresenta la punta di diamante di una Ferrari a due facce: se da un lato la SF-26 sembra aver trovato un buon bilanciamento sul duro tracciato cittadino di Miami, dall’altro Lewis Hamilton è rimasto intrappolato in sesta posizione, alle spalle anche di Lando Norris.

Il dominio nella sprint race e l’incognita della bandiera rossa

Lo stato d’animo delle due scuderie, la Mercedes e la McLaren, è profondamente diverso alla vigilia di questa gara dai contorni così incerti. Ieri, nella sprint race – l’unica sessione che ha dato un assaggio del passo gara – i riflettori erano puntati sulle vetture papaya: Lando Norris ha vinto davanti al compagno Oscar Piastri, firmando una doppietta che aveva fatto pensare a un possibile sorpasso in qualifica. Invece, sul giro secco, le frecce d’argento hanno invertito la tendenza, relegando il quarto posto per Norris e il settimo per Piastri a un semplice dettaglio statistico.

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