Cessione del quinto della pensione, l’INPS rinnova le regole su prestiti, sicurezza e costi
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Redazione Economia
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L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha reso operativo, attraverso il messaggio n. 2308 dell’8 luglio 2026, il nuovo schema di convenzione che disciplina la concessione dei finanziamenti ai pensionati mediante la cessione fino a un quinto della pensione.
L’accordo, che ha una validità triennale e sarà in vigore dal 1° maggio 2026 fino al 30 aprile 2029, introduce modifiche significative nelle procedure operative, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la sicurezza delle transazioni e uniformare la gestione dei flussi informativi tra l’Istituto, gli istituti di credito e le società finanziarie. La delibera del Consiglio di Amministrazione n.
55 del 29 aprile 2026 ha dato il via libera al nuovo impianto regolamentare, che interessa non solo i prestiti già in essere per i pensionati, ma anche la cosiddetta traslazione su pensione di quei finanziamenti che, in origine, erano stati concessi ai lavoratori dipendenti con la medesima garanzia sulla retribuzione.
Digitalizzazione obbligatoria e nuove regole per estinzioni e rinnovi
Uno dei pilastri della riforma consiste nell’obbligo, per banche e intermediari convenzionati, di utilizzare in via esclusiva i servizi telematici messi a disposizione dall’INPS per comunicare una serie di operazioni cruciali. Rientrano in questo perimetro l’estinzione anticipata totale del finanziamento, la chiusura del piano di ammortamento e la rimodulazione del debito in caso di estinzione parziale. L’abbandono delle procedure cartacee e l’uniformazione dei canali digitali mirano a rendere il flusso di aggiornamento delle posizioni più rapido e tracciabile.
Un capitolo a parte riguarda la gestione dei rinnovi contrattuali, una pratica che in passato generava non pochi intoppi operativi, specialmente nei casi di passaggio da un istituto di credito a un altro, il cosiddetto rinnovo esterno.
La nuova convenzione stabilisce che, per questi contratti, la procedura interna “Quote Quinto” farà riferimento alla decorrenza economica del nuovo piano di ammortamento, e non più a quella giuridica, con l’effetto di evitare la sovrapposizione tra le trattenute del vecchio e del nuovo finanziamento e prevenire il recupero di rate arretrate che spesso gravavano sul pensionato.
Per i rinnovi esterni, gli intermediari dovranno trasmettere all’INPS i dati relativi all’estinzione del precedente finanziamento, indicando la parte specifica del codice CRO/TRN del bonifico effettuato, secondo le istruzioni dettagliate fornite dall’Istituto.
Procedure di identificazione rafforzate per la tutela dei dati
L’aspetto della sicurezza informatica e della protezione dei dati personali è stato al centro dell’aggiornamento normativo, con l’introduzione di nuovi e più stringenti criteri per la verifica dell’identità del pensionato. La semplice esibizione di un documento di riconoscimento, per quanto ancora necessaria, non è più ritenuta sufficiente: il sistema richiede ora una duplice verifica per accedere alla comunicazione della quota cedibile della pensione.
Oltre al documento valido o a una procedura conforme al Regolamento europeo eIDAS, l’operatore finanziario dovrà obbligatoriamente acquisire un ulteriore elemento di conferma. Si potrà trattare di un codice OTP, una password monouso che l’INPS recapita in tempo reale sul cellulare certificato del pensionato, oppure, in alternativa, l’interessato dovrà indicare l’importo esatto, comprensivo di cifre decimali, di una delle ultime due mensilità di pensione percepite.
Questa doppia barriera, che si inserisce nel solco delle più recenti disposizioni in materia di sicurezza delle transazioni digitali, è stata pensata per scongiurare il rischio di frodi e furti di identità, ponendo un freno a possibili utilizzi illeciti dei dati sensibili dei cittadini.
Poteri di controllo e aggiornamento degli oneri per gli intermediari
Il nuovo schema di convenzione non si limita a dettare regole per le procedure, ma attribuisce all’INPS anche maggiori poteri di vigilanza nei confronti dei soggetti convenzionati. L’Istituto potrà avviare attività di audit, ispezioni e controlli periodici presso le sedi di banche e finanziarie per verificare il rigoroso rispetto degli obblighi previsti dalla convenzione, con un'attenzione particolare alle misure di sicurezza nella gestione delle banche dati e alla conformità alla normativa sulla privacy.
Parallelamente, sono stati rivisti anche gli oneri economici che gli intermediari devono sostenere per il servizio di trattenuta del rateo pensionistico reso dall’INPS. Per le società che hanno aderito alla nuova convenzione, il costo per ogni singola estrazione mensile della rata è stato fissato in 2,03 euro, IVA esente, fino al 31 dicembre 2026.
Un trattamento economico sensibilmente diverso è riservato invece a quegli istituti che, pur operando nel settore, scelgono di non aderire all’accordo: per loro il regolamento prevede un rimborso annuo di 111,12 euro per ciascun contratto, a cui si aggiungono 9,26 euro per ogni operazione di estrazione mensile del rateo.




