Ritiro russo dall'entroterra siriano
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Redazione Esteri
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Mentre i militari russi continuano a defluire verso le basi principali a Latakya e Tartus, il futuro della presenza militare russa in Siria rimane incerto. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che non è stata presa una decisione finale riguardo al trasferimento delle forze russe in Libia, sottolineando che Mosca è in contatto con i rappresentanti delle forze che controllano la situazione nel Paese. All'inizio della settimana, quattro funzionari siriani hanno riferito alla Reuters che la Russia stava ritirando le sue forze dalla linea del fronte nel nord della Siria e dai siti nelle montagne alawite, ma non dalle sue due basi principali.
Il nuovo governo di transizione siriano, dopo il rovesciamento del presidente Bashar al-Assad, ha affermato che non c'è motivo che giustifichi la presenza russa nel Paese e si è detto aperto a contatti con tutti i Paesi per iniziare una nuova fase. Il portavoce del dipartimento politico del nuovo governo ha invitato Mosca a ripensare la sua presenza in Siria, ora che il suo alleato è stato deposto.
Secondo un video girato il 12 dicembre da un drone di una tv locale, la Russia dispone ancora di almeno 15 aerei da combattimento presso la base di Hmeimim/Jableh. Il video mostra chiaramente quattro bombardieri di teatro Su-34 FULLBACK, sette bombardieri tattici Su-24M2 FENCER e quattro caccia Su-30/Su-35S FLANKER, tutti visibili sotto altrettanti ricoveri.
La situazione in Siria continua a evolversi, con la Russia che mantiene una presenza significativa nelle sue basi principali, nonostante il ritiro dalle linee del fronte.




