Totti: "Ancelotti alla Roma? Servirebbe, ma non verrà"
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Redazione Sport
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Francesco Totti, storico capitano della Roma, è tornato a far parlare di sé durante la trasmissione Viva El Futbol, condotta su Twitch da Antonio Cassano, Lele Adani e Nicola Ventola. In un’ora di chiacchiere tra battute e riflessioni, l’ex numero 10 giallorosso ha toccato diversi temi, dal suo addio al calcio ai rapporti con Luciano Spalletti, passando per le parole dell’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti e un’occasione mancata con il Real Madrid. Ma è sul futuro della Roma che Totti si è espresso con maggiore chiarezza, indicando un nome per la panchina: Carlo Ancelotti. "Alla Roma servirebbe un allenatore come lui", ha detto, pur ammettendo che difficilmente l’ex tecnico del Milan e del Real Madrid potrebbe accettare un ruolo in una squadra che, almeno al momento, non compete ai massimi livelli europei.
Totti, che non ha mai nascosto il suo legame viscerale con la Roma, ha anche parlato del presente della squadra, riconoscendo il buon lavoro di Claudio Ranieri, attuale allenatore ad interim. "Ranieri sta facendo bene, ma non so se resterà", ha aggiunto, lasciando intendere che la società potrebbe cercare una soluzione più stabile per la prossima stagione. Tra i nomi citati, quello di Gian Piero Gasperini, allenatore dell’Atalanta, non sembra però entusiasmarlo più di tanto. "Non mi fa impazzire", ha confessato, senza aggiungere ulteriori dettagli.
Durante la trasmissione, Totti ha anche rivelato di aver ricevuto offerte per tornare in Serie A lo scorso gennaio, senza però specificare da chi. "Dovevo andare vicino a Cassano", ha scherzato, riferendosi a un ipotetico trasferimento in una squadra del Nord Italia. Una possibilità che, alla fine, non si è concretizzata, lasciando i tifosi con il rimpianto di non averlo visto di nuovo in campo, seppur in un ruolo diverso da quello di calciatore.
Tra una battuta e l’altra, Totti ha anche ricordato alcuni momenti chiave della sua carriera, come il rapporto con Spalletti, che lo aveva relegato in panchina durante gli ultimi anni da giocatore, e le parole di Moratti, che lo aveva definito "un fuoriclasse". Non è mancato un accenno alla sliding door con il Real Madrid, un’occasione sfumata che avrebbe potuto cambiare il corso della sua carriera. "Ma non ho mai avuto dubbi", ha detto, ribadendo il suo amore per la Roma e per la città che lo ha visto crescere.




