Mps, l'Antitrust apre la fase due sull'Opas di Intesa Sanpaolo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'istruttoria formale dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato sull'offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Intesa Sanpaolo su Banca Monte dei Paschi di Siena è scattata lo scorso 14 settembre. La decisione, comunicata dallo stesso istituto di credito torinese come un passaggio «da prassi e atteso», segna l'ingresso nella cosiddetta fase due dell'esame concorrenziale.

L'obiettivo dichiarato è misurare gli effetti dell'operazione sui mercati bancari e assicurativi, sia a livello locale sia su scala nazionale, considerata la rilevanza degli operatori coinvolti e l'ampiezza delle sovrapposizioni territoriali.

Il provvedimento dell'Autorità guidata da Saverio Valentino delinea un quadro di criticità potenziali piuttosto articolato. Sul fronte della raccolta bancaria, le preoccupazioni riguardano venti mercati provinciali; per quanto riguarda gli impieghi alle famiglie consumatrici, il perimetro critico si allarga a settantadue province, mentre si restringe a diciassette sul credito alle famiglie produttrici e alle imprese di piccole dimensioni.

Attenzione specifica viene riservata anche ai mercati regionali degli impieghi alle imprese medio-grandi e a ventisette mercati provinciali sul risparmio amministrato, senza trascurare la distribuzione del risparmio gestito e i comparti della produzione e distribuzione assicurativa.

Un capitolo a parte riguarda il Leone di Trieste. Attraverso l'acquisizione di Mps e il conseguente subentro nella quota detenuta da Mediobanca, Intesa arriverebbe a detenere il 13,2% di Assicurazioni Generali. L'Antitrust richiama espressamente le «possibili criticità concorrenziali derivanti dai legami strutturali» tra i due gruppi e i «rischi connessi agli scambi di informazioni sensibili».

Nella distribuzione di prodotti assicurativi, le quote dei due operatori considerate insieme raggiungono il 30-35% nel ramo Vita e il 25-30% nei Danni, superando la soglia del 30% rispettivamente in sessantadue e otto mercati provinciali.

L'Autorità ha però già chiarito un punto rilevante: è possibile escludere che Intesa, nell'ipotesi di subentro a Mediobanca, sarebbe in grado di esercitare un controllo di fatto su Generali, poiché non avrebbe il potere di nominare autonomamente la maggioranza del consiglio di amministrazione della compagnia triestina.

Nella valutazione dell'istruttoria pesa anche l'accordo siglato da Intesa con Unipol per la cessione, in caso di successo dell'operazione, di un'entità bancaria con il marchio Monte dei Paschi e circa 635 filiali. Di queste, secondo la ricostruzione dell'Antitrust, 445 sono già considerate fuori dal futuro perimetro del gruppo, mentre le restanti 190 costituiscono un perimetro variabile che potrà essere oggetto di analisi per eventuali rimedi.

Allo stato attuale, l'Autorità ritiene che l'operazione disegnata sia «suscettibile di ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva» in alcuni dei mercati individuati, ma la fase dialettica appena apertasi servirà proprio a verificare se il pacchetto delle cessioni già previste sia sufficiente a risolvere le sovrapposizioni territoriali o se saranno necessari ulteriori correttivi.

Sul fronte assicurativo, Intesa Sanpaolo ha incassato nei giorni scorsi un passaggio significativo. L'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni ha rilasciato l'autorizzazione preventiva all'acquisizione delle partecipazioni qualificate indirette in Assicurazioni Generali, Axa Mps Assicurazioni Vita e Axa Mps Assicurazioni Danni, ai sensi dell'articolo 68 del Codice delle assicurazioni private.

Si tratta di un nulla osta che riguarda il patrimonio assicurativo di cui Intesa entrerebbe indirettamente in possesso completando l'operazione su Siena e che si colloca accanto agli altri procedimenti regolamentari richiesti dall'acquisizione.

Nel corso dell'istruttoria, l'Antitrust dovrà acquisire anche il parere della stessa Ivass, pur restando distinti i criteri delle due valutazioni: l'autorizzazione all'acquisto delle partecipazioni risponde ai requisiti della vigilanza assicurativa, mentre il parere reso nel procedimento concorrenziale riguarda i profili di competenza dell'Autorità garante.

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