Zelensky all'ONU: la sicurezza europea minacciata, servono armi per la pace
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Redazione Esteri
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un grave monito all'Assemblea generale delle Nazioni Unite: la Russia non si fermerà in Ucraina, ma minaccia l'intera Europa. Nel suo intervento al Palazzo di Vetro a New York, Zelensky ha esortato i leader mondiali a non rimanere in silenzio, affermando che la responsabilità della pace è collettiva.
Un quadro fosco del diritto internazionale
Zelensky ha dipinto un quadro drammatico dell’efficacia del diritto internazionale, da lui giudicato in stato di “collasso”. Ha osservato che, in un'epoca in cui i principi fondativi dell'ONU vacillano, è la potenza militare a determinare le sorti delle nazioni. “Sono le armi a decidere chi sopravvive”, ha dichiarato, sottolineando come la sicurezza vada costruita autonomamente attraverso “alleanze forti, partner forti e solo le nostre armi”.
Il contrappunto di Donald Trump
Il discorso di Zelensky si è inserito in un contesto segnato dalle dure parole del presidente americano Donald Trump. Il giorno precedente, Trump aveva identificato nelle “migrazioni incontrollate” la questione primaria, definendo l'Europa “invasa da illegali” e accusando l'ONU di finanziare questa “invasione”. Le sue dichiarazioni hanno creato un significativo contrappunto all'appello di Zelensky, riflettendo le profonde divisioni della scena globale.
I prossimi interventi all'Assemblea generale
L'agenda dei lavori prosegue con gli interventi di altri capi di Stato, tra cui il re di Spagna Felipe VI e il presidente argentino Javier Milei. Per l'Italia, è atteso nella sessione notturna l'intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che parlerà in un clima di crescente tensione internazionale e divergenze strategiche.




