Omessi al fisco oltre 250 mila euro: nei guai una creator di contenuti per adulti
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Redazione Economia
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Il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Udine ha concluso un'attività ispettiva nei confronti di una digital content creator attiva su una nota piattaforma di contenuti per adulti, che avrebbe omesso di dichiarare oltre 250 mila euro di compensi percepiti negli anni scorsi. L'indagine, condotta dalla Tenenza di Gemona del Friuli, è nata dall'analisi dei dati finanziari acquisiti tramite la cooperazione internazionale e da successivi approfondimenti contabili.
La donna, risultata completamente sconosciuta al fisco, è stata segnalata all'Agenzia delle Entrate per il recupero delle somme dovute e l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dalla legge.
L'indagine della Finanza
Le Fiamme Gialle hanno avviato le verifiche partendo dall'elaborazione dei dati finanziari forniti dalla società che gestisce la piattaforma, grazie ai canali di cooperazione internazionale in materia fiscale; queste informazioni, una volta acquisite e confrontate con la documentazione contabile e le banche dati in uso al Corpo, hanno permesso di ricostruire i guadagni non dichiarati.
La creator, che negli anni aveva accumulato un volume d'affari di notevole entità grazie alla pubblicazione di contenuti a pagamento, non avrebbe mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi, configurandosi così come un'evasore totale.
Il fenomeno della creator economy
L'operazione rientra in un più ampio piano di contrasto all'evasione fiscale mirato ai settori emergenti dell'economia digitale, un comparto in costante crescita che comprende influencer, streamer e produttori di contenuti online, i quali talvolta generano redditi di rilevante entità.
La Guardia di Finanza ha sottolineato come l'attività investigativa e di monitoraggio prosegua con un'attenzione sempre maggiore alle molteplici app e piattaforme digitali disponibili, per arginare il fenomeno di chi percepisce compensi senza adempiere agli obblighi fiscali. Questo caso rappresenta il secondo episodio di questo tipo emerso in Friuli Venezia Giulia in pochi giorni, dopo la scoperta a Trieste di un altro content creator accusato di aver occultato circa 700 mila euro.
Le conseguenze per la content creator
La posizione della contribuente è ora nelle mani dell'Agenzia delle Entrate, che provvederà a quantificare le imposte effettivamente dovute per gli anni in cui i ricavi sono stati percepiti, alle quali si aggiungeranno le sanzioni amministrative per le violazioni accertate.
La normativa fiscale prevede, inoltre, la possibilità di applicare l'addizionale del 25% prevista dalla cosiddetta "Ethic tax" per le attività legate alla produzione e diffusione di contenuti per adulti, come già accaduto in indagini simili condotte in altre province italiane. La Guardia di Finanza ha ribadito l'importanza di questi controlli per tutelare il principio di equità fiscale, scongiurando che attività economiche svolte attraverso il web possano sottrarsi al prelievo contribuendo a creare indebiti vantaggi competitivi.




