Inflazione a luglio scende al 2,8%, ma i prezzi restano in salita
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Redazione Economia
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L'inflazione a luglio scende al 2,8% in Italia, secondo la stima preliminare diffusa dall'Istat, con un rallentamento rispetto al +3% registrato nel mese precedente. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, segna una crescita dello 0,2% su base mensile e del 2,8% su base annua. Il dato mostra quindi una moderazione della crescita dei prezzi, anche se il livello dell'inflazione resta vicino alla soglia del 3% e continua a incidere sulle spese quotidiane delle famiglie.
La variazione dell'inflazione a luglio è legata soprattutto alla frenata di alcune componenti che avevano spinto verso l'alto i prezzi nei mesi precedenti. In particolare, gli alimentari non lavorati passano da una crescita annua del 4,4% al 3,8%, mentre gli energetici non regolamentati scendono dal +13,3% al +10,6%, categoria che comprende anche i carburanti. Anche i servizi vari mostrano un rallentamento, con un aumento dell'1,8% rispetto al +2,5% precedente. La componente di fondo dell'inflazione, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si attesta invece all'1,8%.
Il carrello della spesa resta stabile a luglio
Nonostante il rallentamento generale dell'inflazione, il carrello della spesa mantiene una crescita dell'1,3% a luglio. Il dato riguarda i beni acquistati più frequentemente dalle famiglie e conferma una pressione ancora presente sui consumi quotidiani. Secondo le stime preliminari dell'Istat, l'inflazione acquisita per il 2026, cioè la crescita media che si registrerebbe se i prezzi restassero invariati nei mesi successivi, sale al 2,7%.
Sul dato di luglio sono arrivate anche le osservazioni del Codacons, che ha evidenziato come il valore dell'inflazione possa non riflettere completamente gli aumenti dei carburanti registrati nella seconda metà del mese. Secondo l'associazione, il rallentamento rilevato dall'Istat potrebbe quindi non includere ancora tutti gli effetti della crescita dei prezzi dei carburanti sul costo complessivo della spesa. La valutazione riguarda in particolare l'impatto sui bilanci familiari legato alla totalità dei consumi.
L'impatto sui costi annuali delle famiglie
Secondo il Codacons, un'inflazione al 2,8% comporta, considerando l'intera spesa per consumi, un aumento della spesa annua pari a 926 euro per la famiglia tipo e a 1.279 euro per un nucleo con due figli. Le stime evidenziano come anche una diminuzione del tasso di inflazione non corrisponda automaticamente a una riduzione dei prezzi già aumentati.
Il quadro dei prezzi al consumo di luglio emerge quindi da dinamiche diverse tra i vari settori: da una parte il rallentamento degli alimentari freschi, degli energetici non regolamentati e dei servizi contribuisce alla discesa dell'inflazione annua, dall'altra restano elementi che continuano a incidere sulla spesa delle famiglie. Il dato Istat fotografa una fase in cui la crescita dei prezzi rallenta, ma con aumenti ancora presenti in diverse componenti dei consumi.
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