Klaebo domina il Tour de Ski, sul Cermis trionfa Stenshagen. Pellegrino chiude quarto in classifica

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il dominio di Johannes Høsflot Klæbo sul Tour de Ski, la sfiancante tappa di Coppa del Mondo che apre l’anno nello sci di fondo, si è rivelato, ancora una volta, pressoché assoluto. Il norvegese, che guida la classifica generale fin dall’esordio, ha infatti imposto la sua legge anche nella sprint di Lago di Tesero, dove ha saputo gestire con fredda perizia ogni passaggio della gara. «Sento di essere riuscito a imparare molto sui trucchi di questo tracciato», ha osservato Klæbo dopo il traguardo, sottolineando quell’approccio analitico che, unito a un talento straordinario, gli consente di trasformare ogni prova in un monologo. Lo stadio del fondo, rinnovato in vista dei prossimi Giochi Olimpici di Milano-Cortina, ha così offerto il palcoscenico a una dimostrazione di forza che ha lasciato poco spazio agli avversari.

La sfida dell'Alpe Cermis e l'exploit di Stenshagen

Se la competizione per la vittoria finale sembrava ormai compromessa, diverso è stato il discorso per l’ultimo, temutissimo atto: la mass start in tecnica libera di 10 chilometri con la finale agonia della salita verso l’Alpe Cermis. Qui, dopo una prima parte di gara condotta dallo stesso Klæbo – il quale, consapevole del cospicuo vantaggio accumulato, poteva permettersi di gestire le energie – a scatenarsi è stato il connazionale Mattis Stenshagen. Specialista delle prove in salita, ha staccato tutti sui pendii sopra Cavalese, chiudendo con il tempo di 33’25”5 e aggiudicandosi, oltre alla tappa, anche la maglia di miglior scalatore del Tour. Alle sue spalle si sono piazzati il francese Jules Lapierre e un altro norvegese, Emil Iversen, in una giornata che ha visto il podio sfumare per un soffio.

Il percorso di Federico Pellegrino verso il quarto posto

Nella cornice di quella prova massacrante, si è distinto anche Federico Pellegrino, capace di concludere la scalata in settima posizione. Un risultato di sostanza, che gli ha permesso di confermare il quarto posto nella classifica generale finale, il migliore per un atleta italiano. Il valdostano, spesso associato principalmente alle gare sprint, ha infatti mostrato una crescita evidente nelle prove di distanza, tenendo testa ai migliori anche sulle rampe più dure, dove in passato poteva apparire meno a suo agio. La sua prestazione sul Cermis, dunque, non rappresenta un episodio isolato ma il punto d’arrivo di un percorso di affinamento che lo ha reso un fondista a tutto tondo.

Il quinto trionfo e il superamento di un record

Il bilancio finale del Tour de Ski 2026, tuttavia, non può che essere firmato Johannes Høsflot Klæbo. Giunto dodicesimo nella tappa conclusiva, ma mai realmente minacciato in classifica, il campione norvegese ha infatti centrato il suo quinto successo nella competizione a tappe, il secondo consecutivo. Un traguardo storico, che gli permette di superare nel palmarès lo svizzero Dario Cologna, fermo a quattro vittorie. Quello di Klæbo, del resto, appare un dominio costruito tappa dopo tappa, basato su una preparazione ineccepibile e una capacità tattica che pochi riescono a eguagliare, elementi che gli hanno garantito un margine talmente ampio da potersi permettere, nell’ultimo atto, di affrontare il Cermis senza la smania del cronometro.

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