Terremoto al Vesuvio, nessun allarme per l'eruzione
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Redazione Interno
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La terra ha tremato alle pendici del Vesuvio, risvegliando timori di un possibile risveglio del vulcano. La sera dell'11 marzo, una scossa di terremoto di magnitudo 3 con epicentro nell'area di Pollena Trocchia e una profondità di 3 km è stata chiaramente avvertita nei comuni intorno al vulcano - Volla, San Giorgio a Cremano, Ponticelli, Portici, Secondigliano - e in vari quartieri di Napoli nord.
Il comunicato dell'INGV
L'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha fornito una prima interpretazione del terremoto. Secondo l'INGV, l'evento sismico dell'11 marzo è raro proprio per la posizione in cui si è verificato. Gli eventi sismici come quello verificatosi nella serata dell’11 marzo 2024, sono molto più rari e rappresentano in genere casi isolati che, a differenza di quelli più comuni, possono verificarsi al di fuori dell’asse craterico e a profondità maggiori.
Riattivazione di faglie vulcaniche
Gli eventi di relativamente forte intensità come quello avvenuto la sera dell'11 marzo sono molto rari e, probabilmente sono legati alla parziale e locale riattivazione di faglie che interessano il basamento dell’edificio vulcanico. Questo è quanto spiegato dall'INGV dopo la scossa di terremoto di magnitudo 3.0 che ha colpito proprio il Vesuvio.
Nonostante la scossa anomala, non c'è motivo di allarme. L'INGV ha rassicurato la popolazione che non c'è nessun collegamento tra la scossa e un possibile risveglio del vulcano. La situazione è sotto controllo e viene costantemente monitorata dagli esperti.




