Palladino, l’Atalanta frena il rinnovo: i “soliti” limiti e il corteggiamento del Napoli

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La panchina dell’Atalanta, nonostante un contratto in essere fino al 2027 che sembrava blindare il progetto, torna a tremare sotto la spinta dei venti di mercato e delle perplessità societarie. La posizione di Raffaele Palladino, arrivato lo scorso novembre per sostituire Ivan Juric con l’obiettivo di traghettare la Dea verso obiettivi ambiziosi, è finita sotto la lente d’ingrandimento della famiglia Percassi. Quella che fino a febbraio sembrava una formalità – ovvero il prolungamento dell’accordo per legare ulteriormente il tecnico al progetto orobico – si è trasformata in un cantiere aperto, costellato da frenate e ripensamenti.

Secondo quanto raccolto da diverse testate, i dubbi che attanagliano la dirigenza bergamasca non sono affatto nuovi, anzi: rappresentano il “peccato originale” che già aveva minato la fiducia nella piazza fiorentina. Il nodo cruciale, infatti, riguarda il rendimento altalenante contro le squadre cosiddette “medio-piccole”. La società sperava in una scossa decisa, in una continuità di risultati capace di trasformare l’Atalanta in una certezza assoluta; ciò che ha ottenuto, invece, è stata una conferma di quei limiti tattici e psicologici che avevano portato Palladino alle dimissioni nella sua precedente esperienza.

Il corteggiamento di De Laurentiis e un addio già scritto

A complicare il quadro, e a rendere ancora più nebuloso il futuro del 42enne, piovono però interessamenti pesanti da Piazza Grande. Secondo le indiscrezioni di Sportmediaset, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, seguirebbe la situazione con un’attenzione quasi maniacale, vedendo in Palladino il profilo ideale qualora si rendesse necessaria una rivoluzione tecnica in casa azzurra. Il corteggiamento non è una novità, ma la combinazione tra la frenata dell’Atalanta e l’interesse concreto dei partenopei rende l’ipotesi di una separazione a fine stagione più che concreta. La stessa testata parla apertamente di un rapporto logoro con la dirigenza bergamasca, deterioratosi nelle ultime settimane al punto da non lasciare scampo.

Sul piano squisitamente sportivo, a pesare come un macigno sul giudizio della dirigenza sono stati i passaggi a vuoto nelle competizioni che contano. L’eliminazione dalla Champions League per mano del Bayern Monaco, condita da passivi pesanti che hanno messo in luce un divario tecnico evidente, e il mancato raggiungimento della finale di Coppa Italia rappresentano cicatrici che difficilmente si rimarginano in pochi mesi. Nelle ultime dodici uscite ufficiali, la Dea ha collezionato un ruolino di marcia da retrocessione, con un numero di sconfitte che ha di fatto polverizzato i sogni europei accarezzati ad inizio stagione.

Il retroscena del rinnovo e lo stallo definitivo

C’è poi un retroscena tattico, che riguarda la gestione stessa della trattativa. Dopo la vittoria per 4 a 1 sul Borussia Dortmund, c’era stato un primo incontro positivo che aveva fatto sperare in un immediato rilancio economico e contrattuale per Palladino. Ma proprio quando il rinnovo sembrava a portata di mano, qualcosa si è rotto. Sembra che sia stato lo stesso Palladino, forse memore degli errori commessi a Firenze (dove il rinnovo è arrivato poco prima delle sue dimissioni), a voler prendere tempo. Un paradosso che però ha finito per alimentare i sospetti della proprietà: perché un allenatore dovrebbe frenare se è veramente convinto del progetto?

La risposta, forse, va cercata proprio nell’interesse del Napoli, una piazza calda e ambiziosa dove De Laurentiis è pronto a scommettere su di lui. L’Atalanta, dal canto suo, non sembra intenzionata a fare sconti. Si respira aria di disgelo totale: nessuna comunicazione ufficiale, ma la sensazione è che la separazione sia la soluzione più logica per entrambe le parti. Senza la necessità di arrivare a un esonero formale – che non è mai stato all’ordine del giorno come opzione primaria – il tecnico potrebbe semplicemente accomiatarsi a stagione conclusa, approfittando delle sirene campane.

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