Powell frena sul taglio dei tassi a settembre: "Troppe incertezze, non siamo vicini alla fine"
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Redazione Economia
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Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, ha smorzato le attese di un alleggerimento monetario a settembre, sostenendo che i tassi di interesse sono al livello adatto per gestire le persistenti incognite legate all’inflazione e alla politica commerciale. "Ci sono ancora molte, molte incertezze da risolvere", ha dichiarato durante la conferenza stampa, aggiungendo che la Fed non è "molto vicina alla fine di questo processo". Nonostante i due mesi di dati che separano dall’incontro del 16-17 settembre, Powell ha rimarcato la difficoltà di valutare l’impatto delle nuove tariffe doganali volute da Donald Trump, le cui ripercussioni su occupazione e crescita economica restano da decifrare.
La Fed, del resto, ha mantenuto invariati i tassi per la quinta volta consecutiva, confermando una linea che continua a irritare il presidente americano. Trump, da tempo critico verso l’immobilismo di Powell, ha ripetutamente sollecitato un intervento più deciso per sostenere l’economia. Ma la banca centrale, almeno per ora, resiste alle pressioni, anche se un elemento nuovo emerge: il Board è diviso, e le fratture interne potrebbero complicare le decisioni future.
Intanto, Wall Street ha reagito con cautela. I principali indici – dal Dow Jones allo S&P 500 – hanno chiuso senza scossoni, mentre le probabilità di un taglio a settembre si riducono. Settori come l’energia e i beni di consumo hanno mostrato andamenti contrastanti, con alcune eccezioni tra i titoli tecnologici. Microsoft e Meta, i cui bilanci trimestrali sono stati resi noti nella stessa serata, hanno contribuito a movimenti settoriali, senza però stravolgere il quadro generale.




