La capsula della salute a Bologna: in quindici minuti un check up gratuito per fotografare il proprio benessere
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Redazione Salute
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Sembra una di quelle cabine per le fototessere che si trovano nelle stazioni o nei centri commerciali, ma la sua funzione è radicalmente diversa e decisamente più complessa: è la “Capsula della salute”, il nuovo strumento di prevenzione che l’Azienda USL di Bologna, in collaborazione con il Comune, ha installato negli spazi del DumBO, l’ex complesso ferroviario in via Casarini diventato polo di aggregazione giovanile e culturale. All’interno di questa struttura tecnologica, del valore di circa sessantamila euro e acquistata grazie a finanziamenti ministeriali legati alla prevenzione e al Piano nazionale complementare al Pnrr, i cittadini maggiorenni possono sottoporsi a un check up gratuito della durata di appena quindici minuti, un arco di tempo sufficiente per ottenere quella che gli stessi promotori definiscono una vera e propria “fotografia” del proprio stato di salute generale.
Il funzionamento della capsula, che resterà operativa fino a dicembre del 2026 con accesso su prenotazione dal lunedì al venerdì e una priorità d’accesso riservata ai residenti dei quartieri Porto-Saragozza e Navile, è stato pensato per essere semplice e non invasivo. La persona, una volta entrata e assistita da personale sanitario che la segue in ogni fase, deve inserire alcuni dati anagrafici e di base, come l’età e l’altezza; a quel punto, una serie di sensori e dispositivi digitali avanzati rilevano in pochi istanti i parametri fisiologici fondamentali: la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, la saturazione dell’ossigeno nel sangue e la temperatura rea. Non solo: la macchina è in grado di stimare anche il livello di invecchiamento biologico delle cellule, lo stato di forma fisica e, attraverso un breve questionario digitale, di raccogliere informazioni preziose sulle abitudini quotidiane, dall’alimentazione alla qualità del sonno, dal livello di stress percepito al consumo di fumo o alcol.
Terminata la rilevazione, il software della capsula elabora in tempo reale i dati raccolti e restituisce al partecipante un profilo personalizzato e di immediata comprensione. Questo documento, lungi dall’essere un semplice referto fine a se stesso, diventa il punto di partenza per un percorso più strutturato di promozione della salute. La direttrice generale dell’Ausl di Bologna, Anna Maria Petrini, ha spiegato come l’obiettivo non sia solo quello di effettuare una valutazione rapida, ma di utilizzare questi risultati per fornire consigli mirati o, nei casi in cui emerga la necessità, per indirizzare direttamente la persona verso i programmi gratuiti già attivi sul territorio. Si tratta di iniziative che spaziano dai percorsi di attività motoria adattata a quelli per smettere di fumare, dai colloqui nutrizionali con specialisti al supporto per la gestione dello stress e il miglioramento del benessere psicofisico.




