Ulss 2 dopo l’aggressione a Treviso: focus sulla prevenzione
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Redazione Interno
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L’Ulss 2 punta sulla prevenzione e sulle tecniche per riconoscere i segnali di rischio dopo l’aggressione a un infermiere avvenuta al Pronto Soccorso di Treviso. A indicare questa linea è il direttore Giancarlo Bizzarri, intervenuto il giorno successivo all’episodio che ha coinvolto un operatore sanitario durante il turno notturno. L’obiettivo indicato è lavorare sugli strumenti utili a individuare in anticipo le situazioni che possono trasformarsi in un’aggressione, dopo quanto accaduto all’interno dell’ospedale mentre il personale stava assistendo una donna arrivata al Pronto Soccorso dopo aver riferito di essere stata vittima di violenza da parte del compagno.
Aggressione al Pronto Soccorso di Treviso durante la notte
L’episodio si è verificato alle 3.15, dopo l’arrivo della donna al Pronto Soccorso dell’ospedale di Treviso. La paziente aveva raccontato di essere stata aggredita fisicamente dal compagno ed era stata presa in carico dall’infermiere in servizio al Triage. Dopo aver raccolto le prime informazioni, l’operatore l’aveva fatta accomodare in sicurezza nell’area rossa. Proprio mentre la donna riferiva quanto accaduto, l’uomo è entrato nella struttura cercando la compagna e ha iniziato a minacciare medici e infermieri, chiedendo che gli venissero fornite informazioni e che gli fosse consentito di vederla.
Il personale sanitario non ha fornito le informazioni richieste, in applicazione del Codice Rosa previsto nei casi di violenza. A quel punto l’uomo si è scagliato contro l’infermiere che aveva preso in carico e protetto la donna, afferrandolo al collo e sbattendolo contro una porta. La violenza denunciata dalla paziente si è così trasferita all’interno dell’ospedale, coinvolgendo direttamente un operatore impegnato nell’assistenza. L’aggressione al sanitario è avvenuta quindi nello stesso contesto in cui il Pronto Soccorso stava gestendo la situazione della donna e adottando le procedure previste per metterla in sicurezza.
Bizzarri indica prevenzione e riconoscimento dei segnali di rischio
Il giorno dopo l’aggressione, il direttore dell’Ulss 2 Giancarlo Bizzarri ha indicato nella prevenzione uno degli strumenti su cui lavorare per affrontare episodi di questo tipo. Il punto riguarda anche le tecniche utili a riconoscere i diversi segnali di rischio che possono precedere un comportamento aggressivo. La posizione espressa dall’Ulss 2 arriva dopo un episodio avvenuto in un ambiente particolarmente delicato come il Pronto Soccorso, dove l’infermiere coinvolto stava gestendo al Triage una paziente che aveva appena riferito una situazione di violenza domestica e che era stata collocata in un’area protetta.
Quanto accaduto mette nello stesso episodio due elementi presenti nel racconto dei fatti: la violenza subita dalla donna prima dell’arrivo in ospedale e l’aggressione successiva contro il personale sanitario. L’uomo, dopo essere entrato nel Pronto Soccorso per cercare la compagna, ha insistito per ottenere informazioni sulla sua presenza e, non avendo ricevuto risposte, ha colpito l’infermiere. È su questo scenario che si inserisce l’indicazione di Bizzarri, centrata sul lavoro preventivo e sulla capacità di riconoscere i segnali che possono indicare il rischio di un’aggressione nei confronti di chi opera all’interno della struttura sanitaria.
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