Carlo Conti, la sfida del papillon e l’eleganza senza sbalzi sul palco della prima serata

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Si è alzato il sipario sulla 76esima edizione del Festival della canzone italiana, e come da tradizione, l’attenzione del pubblico e dei media non si è concentrata esclusivamente sulle note o sulle classifiche in tempo reale, ma anche, e forse soprattutto, su ciò che i protagonisti indossavano. La passerella dell’Ariston, del resto, rappresenta ormai un palcoscenico parallelo dove la moda detta il suo verdetto, e tra i tanti pronostici che avevano animato le chat e le agenzie di scommesse nei giorni precedenti, uno in particolare riguardava il look del padrone di casa. Ci si chiedeva, e le quote Sisal diffusesi alla vigilia lo confermavano, se Carlo Conti avrebbe optato per il rigore formale della cravatta o per l’eleganza classica del papillon, con quest’ultimo dato per favorito a 1,40 -1. Una curiosità, quella per i dettagli dell’abbigliamento del conduttore, che ha trovato la sua risposta non appena le luci si sono accese su di lui.

Carlo Conti, infatti, ha fatto il suo ingresso in scena fedele a quello stile misurato e rassicurante che da sempre lo contraddistingue, scegliendo per la serata d’esordio un papillon nero, abbinato a uno smoking doppiopetto blu notte dai revers in raso, un insieme che parlava di una sartorialità solida e senza cedimenti alle mode effimere del momento -7. Un esito, questo, che per molti versi appariva scontato, considerando la sua consolidata collaborazione con la maison fiorentina Stefano Ricci, alla quale si è affidato per l’intera kermesse; la stessa azienda, del resto, aveva già curato la sua immagine nell’edizione precedente, confermando un sodalizio basato su un’eleganza che il diretto interessato, con orgoglio campanilistico, aveva voluto legare alla propria città natale, quasi a voler portare un pezzo di Firenze sul palco ligure -2.

Se per Conti il dubbio era stato fugato ancor prima di varcare la soglia del teatro, più intriganti si presentavano le incognite legate ai suoi primi co-conduttori. L’arrivo di Can Yaman, atteso come un vero e proprio divo, aveva alimentato illazioni sul suo outfit: molti avevano scommesso su uno smoking con papillon, seguendo la scia del presentatore, ma l’attore turco ha invece preferito discostarsi dai pronostici, presentandosi con l’immancabile smoking e la camicia sbottonata sul petto, una scelta che lasciava volutamente in evidenza la sua abbronzatura e che i suoi fan hanno subito interpretato come un omaggio al suo personaggio di Sandokan, un tocco da "corsaro" moderno che non è passato inosservato -5. E mentre Yaman optava per un look che giocava sulla seduzione, Laura Pausini, al suo esordio nelle vesti di co-conduttrice, ha invece rispettato le previsioni che la volevano in un total look monocolore, app app apparsa con i capelli lunghissimi e lucidi, raccolti in una riga netta al centro, a incorniciare un trucco deciso che puntava tutto sugli occhi -5. Un’immagine curata e potente, la sua, che non faceva che confermare la tendenza, già emersa al Quirinale durante la visita di rito al presidente Mattarella, dove aveva sfoggiato un sobrio total white, in contrasto con gli scuri e i completi formali indossati dalla maggior parte dei colleghi maschi -9.

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