Il miracolo di Stankovic al 94’ salva il primato del Venezia, agganciato dal Monza in vetta
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Redazione Sport
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Un colpo di reni, una molla scattata all’improvviso quando ormai il tempo era scaduto e la sconfitta sembrava scritta, ha permesso al Venezia di non crollare. Perché al Druso di Bolzano, contro un Südtirol mai domo e organizzato, i lagunari hanno rischiato grosso, e se alla fine portano a casa un punto che sa comunque di amaro in bocca — interrompendo una striscia positiva di due vittorie consecutive e undici risultati utili — lo devono esclusivamente a Filip Stankovic, il figlio d’arte che tra i pali sta dimostrando di avere i riflessi del padre. Era il minuto novantaquattro, il punteggio era inchiodato sull’1-1 dopo le reti nella ripresa di Merkaj, per i padroni di casa, e di Hainaut, bravo a sfruttare un assist di Haps per riportare la parità, e sugli sviluppi di un calcio d’angolo la palla è arrivata a rimbalzare nel cuore dell’area piccola. La zuccata di Silvio Merkaj, quella stessa punta che pochi minuti prima aveva sbloccato il risultato, sembrava destinata a infilarsi in rete, ma Stankovic, con uno scatto felino e una reattività pazzesca, è riuscito a deviare la sfera in angolo, negando ai tirolesi quella che sarebbe stata una vittoria pesantissima e scatenando l’incredulità dei tifosi altoatesini presenti sugli spalti.
Un pareggio che riassesta la classifica, col Monza che ora osserva dalla vetta
Il pari a reti bianche, o meglio l’1-1 che si è consolidato dopo quella parata definita da più parti miracolosa, ha inevitabilmente delle ripercussioni sulla graduatoria del torneo cadetto. Il Venezia, che era partito con l’obiettivo di mantenere almeno un punto di vantaggio, si ritrova ora agganciato in testa proprio dal Monza, reduce da un successo netto per 2-0 contro la Virtus Entella e abile a capitalizzare il passo falso dei lagunari. Le due formazioni condividono ora la vetta con 57 punti, ma ciò che più preme sottolineare è la prestazione corale del Südtirol, squadra che ha dimostrato di potersela giocare ad armi pari contro chiunque, e l’episodio che ha cambiato le sorti dell’incontro: se da un lato c’è la prodezza del portiere serbo, dall’altro c’è l’occasione sciupata da Casiraghi poco prima, che avrebbe potuto portare i suoi sul 2-0 e chiudere virtualmente la partita. La cronaca della partita racconta di un primo tempo a ritmi bassi, con il Venezia a provare a fare la partita senza però riuscire a sfondare il muro eretto dalla difesa di Castori, e di una ripresa vissuta sul filo del rasoio, con i padroni di casa pericolosi e il gol del pari ospite arrivato quasi controcorrente.
Le altre gare della giornata: il Padova espugna Modena e il derby degli Shpendi finisce in parità
Osservando il panorama della ventisettesima giornata, non si può non notare il colpaccio del Padova, andato a vincere per 2-1 in casa del Modena: una partita vibrante, decisa dalle reti di Lasagna e Faedo per i veneti, intervallate dalla marcatura di Zanimacchia che ha tenuto viva la speranza per i canarini fino all’ultimo. Un successo importante per la squadra di Andreoletti, che ritrova slancio in classifica e rilancia le proprie ambizioni. E poi c'è il cosiddetto "Derby degli Shpendi", quello tra Empoli e Cesena, terminato con un pirotecnico 1-1 che ha visto protagonisti i due fratelli: prima Cristian, che ha portato in vantaggio i suoi, poi Stiven, che ha pareggiato i conti per la formazione toscana. Una sfida dal sapore familiare che ha regalato emozioni e un punto ciascuno, a testimonianza di quanto questa Serie B sia equilibrata e ricca di storie da raccontare.
L’importanza del gesto tecnico di Stankovic in un campionato fatto di dettagli
Quando si parla di categorie come la serie B, dove gli equilibri sono sottili e ogni pallone può fare la differenza tra la promozione diretta e i playoff, episodi come la parata di Stankovic assumono un valore quasi superiore a quello di un gol. Perché quel riflesso, quel tuffo all’ultimo secondo, non solo ha preservato l’integrità del risultato, ma ha anche trasmesso un messaggio chiaro ai compagni e agli avversari: il Venezia c’è, e ha tra i pali un guardiano su cui poter contare nei momenti di difficoltà. Il portiere serbo, del resto, aveva parlato in settimana della sua crescita tecnica e della fiducia riposta in lui dall’allenatore Stroppa, sottolineando come il ruolo del portiere moderno sia sempre più quello di un difensore aggiunto; ma oggi, a Bolzano, le sue qualità più tradizionali — quelle legate all’istinto e alla potenza esplosiva — hanno fatto la differenza, regalando ai lagunari un punto che, a fine campionato, potrebbe rivelarsi pesantissimo come una vittoria.




