Il Gattopardo originale è solo su RaiPlay: la sfida tra Rai e Netflix
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Da quando Netflix ha annunciato la produzione di una miniserie tratta da Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il dibattito si è acceso. La pellicola di Luchino Visconti, uscita nel 1963, è considerata un capolavoro indiscusso, e molti si sono chiesti se fosse davvero necessario riadattare una storia già così perfettamente raccontata. Nonostante le perplessità, la reinterpretazione di un classico – come ha giustamente sottolineato Francesco – è sempre possibile, anzi, necessaria, per adattarla allo spirito del tempo. Tuttavia, la questione ha preso una piega inaspettata, trasformandosi in una vera e propria “guerra” tra la piattaforma streaming e RaiPlay.
L’account Instagram di RaiPlay, infatti, non ha perso tempo e ha pubblicato un post in cui rivendica l’esclusività dell’opera originale: «Il Gattopardo “originale” è solo da noi». Una mossa che, oltre a essere diventata virale in poche ore, ha scatenato reazioni contrastanti. Da una parte, c’è chi apprezza la difesa del classico viscontiano, dall’altra, chi vede nella presa di posizione della Rai un tentativo di cavalcare l’onda del momento.
La serie Netflix, intanto, ha già debuttato, conquistando il pubblico con un cast di rilievo: Kim Rossi Stuart, Deva Cassel, Saul Nanni e Benedetta Porcaroli interpretano le vicende della famiglia Salina, indossando abiti d’epoca realizzati dalla Sartoria Tirelli Trapetti. Carlo Poggioli, il costumista, ha spiegato a Fanpage come sia stato fondamentale ricreare l’atmosfera storica attraverso i dettagli dei costumi.
Tuttavia, non mancano le critiche alla nuova versione. Alcuni osservatori hanno definito la serie una «rimasticatura» della storia originale, accusandola di aver sacrificato specificità storiche e politiche in favore di una narrazione più adatta al pubblico internazionale. C’è chi, con una punta di ironia, ha suggerito che il titolo avrebbe potuto essere Il Gattomorto, sottolineando come la trama si discosti notevolmente dal romanzo di Tomasi di Lampedusa.
Le location, invece, hanno contribuito al successo della serie. Donnafugata, il borgo inventato nel romanzo, è stato ricreato con maestria, portando gli spettatori in una Sicilia da cartolina. Ma è proprio questa rappresentazione, così lontana dalla complessità storica e sociale dell’opera originale, a far storcere il naso a molti puristi.
Mentre Netflix celebra il successo della serie, RaiPlay continua a difendere il suo primato, ricordando che l’opera di Visconti rimane insuperata. La polemica, però, non sembra destinata a placarsi presto, soprattutto considerando che entrambe le piattaforme hanno trovato nel Gattopardo un terreno fertile per attirare l’attenzione del pubblico.




