Pietre su Milei, l’Argentina tra rabbia e scandali

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre l’Argentina si avvicina alle elezioni di medio termine del 26 ottobre, che rinnoveranno 127 seggi alla Camera e un terzo del Senato, il presidente Javier Milei si trova ad affrontare una duplice tempesta, fatta sia di violenza di strada che di accuse opache che coinvolgono la sua cerchia familiare. L’episodio più eclatante, tra quelli che hanno segnato le ultime settimane, si è consumato a Lomas de Zamora, popoloso centro del Gran Buenos Aires, dove Milei – a bordo di un pick-up durante un comizio – è stato preso di mira da un gruppo di manifestanti che hanno scagliato pietre e bottiglie contro il suo veicolo, costringendolo a una ritirata accelerata tra le strade affollate.

Non si è trattato, peraltro, di un incidente isolato. Poche ore dopo, un altro corteo elettorale del partito di governo, La Libertad Avanza, è stato interrotto da disordini, stavolta nella città di Corrientes, dove era presente la sorella del presidente, Karina Milei. Anche in quell’occasione, alcuni contestatori hanno reagito con veemenza, lanciando oggetti e dando inizio a tafferugli che hanno reso inevitabile lo stop dell’iniziativa pubblica.

A complicare ulteriormente il quadro, accanto a una protesta sociale sempre più accesa, si aggiungono le ombre di possibili illeciti che lambirebbero proprio la figura di Karina, definita da alcuni cartelli di protesta – con un termine gergale che allude alla corruzione – come “alta coimera”. Sebbene non vi siano al momento indagini formali aperte a suo carico, la diffusione di tali epiteti riflette un clima di sospetto crescente attorno all’operato dell’entourage presidenziale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.