Incendio a Fiumicino, fiamme e nube tossica: evacuazioni e monitoraggio dell’aria
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Redazione Interno
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Un vasto rogo, divampato in terreni incolti e in un capannone adibito allo stoccaggio di rifiuti plastici, ha generato una densa colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza, creando allarme tra i residenti della zona. L’incendio, che ha coinvolto anche un deposito di generatori elettrici con serbatoi di carburante, ha spinto la Polizia Stradale di Albano – già presente sull’autostrada per un controllo – a evacuare alcune abitazioni limitrofe, dove vivevano anziani e bambini. Le fiamme, alimentate dai materiali infiammabili, hanno lambito persino un’abitazione rurale, mentre i vigili del fuoco lavoravano per circoscrivere i danni.
L’amministrazione comunale, di fronte alla recrudescenza di roghi nell’area – incluso quello di Parco Leonardo, alle spalle del centro commerciale Da Vinci – ha richiesto l’intervento immediato dell’Arpa Lazio per valutare l’impatto ambientale. «Solo attraverso la collaborazione di tutti possiamo prevenire situazioni di pericolo», ha dichiarato l’assessore all’Ambiente, senza però approfondire le possibili responsabilità. Intanto, è stata avviata la procedura per installare una centralina fissa di rilevamento, considerata ormai necessaria vista la frequenza degli episodi.
Sul posto, oltre ai pompieri, è intervenuta la polizia locale per regolare il traffico e delimitare la zona, dove sorgeva anche un’isola ecologica gestita dalla Paoletti Ecologia, ormai ridotta in cenere. Sebbene le indagini siano ancora in corso, la dinamica ricorda quella di altri roghi recenti, spesso legati a depositi di rifiuti o a terreni abbandonati. La mancanza di piogge e l’accumulo di materiale combustibile, del resto, trasforma queste aree in potenziali focolai, come dimostra il ripetersi degli eventi.




