Udinese-Roma, le scelte tattiche nello scontro a tre difensori
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Redazione Sport
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Sotto i riflettori del Dacia Arena, dove alle 20.45 si disputa un match della ventitreesima giornata di Serie A, le formazioni ufficiali rivelano scelte precise, dettate dalla volontà di bilanciare solidità e iniziativa offensive. L'Udinese di Kosta Runjaic, che affronta la sfida con un modulo ibrido tra il 3-4-2-1 e il 3-5-2, schiera Okoye tra i pali difeso dalla terna composta da Solet, Kristensen e Bertola. Ai lati del centrocampo, Ehizibue e Zemura avranno il compito di garantire ampiezza, mentre la regia è affidata alla coppia Karlstrom e Miller, con Ekkelenkamp e Atta a supporto dell'unica punta Davis. Una disposizione, questa, che punta a sfruttare la fisicità in area e a creare sovrapposizioni pericolose lungo le fasce, cercando di disorientare una difesa avversaria che non ha però mostrato, nelle ultime uscite, la compattezza delle migliori occasioni.
La risposta giallorossa di Gasperini
Dall'altra parte, la Roma di Gasperini risponde con uno schieramento speculare, un 3-4-2-1 che ha in Svilar l'estremo difensore e nella linea a tre formata da Mancini, Ndicka e Hermoso il principale baluardo. Celik ed El Aynaoui, il cui inserimento dal primo minuto rappresenta una novità di non poco conto, opereranno da esterni di centrocampo, con Cristante e Wesley a presidiare il centro. L'attacco, seguito con attenzione dagli appassionati di fantacalcio per l'esordio dal primo minuto di Malen come terminale offensivo, si avvarrà dei movimenti intelligenti di Pellegrini e Soulé, i quali avranno licenza di inserirsi negli spazi per servire l'olandese. Una configurazione che mira a controllare il gioco al centro del campo e a finalizzare con maggiore determinazione rispetto alle recenti prestazioni, dopo il pesante 4-1 subito contro il Parma che ha fatto scivolare la squadra in classifica.
Un contesto teso oltre il rettangolo di gioco
La serata, tuttavia, si carica di significati che vanno oltre la semplice competizione sportiva, poiché si svolge in un clima di tensioni recenti che hanno coinvolto la tifoseria in trasferta. Gli scontri avvenuti sull'autostrada A1 tra sostenitori giallorossi e tifosi della Fiorentina hanno infatti portato le autorità a decretare la chiusura dei settori ospiti fino al termine del campionato, una misura che normalmente avrebbe impedito ai romanisti di seguire la squadra in trasferta. Ciononostante, il legame di amicizia storico tra le tifoserie di Udinese e Roma ha trovato una soluzione inedita: il club friulano, in accordo con le forze dell'ordine, ha deciso di accogliere i molti sostenitori giallorossi residenti nel Nord Italia nella Curva Sud dello stadio, garantendo così un caloroso, seppur atipico, sostegno alla squadra capitolina e trasformando una potenziale assenza in una presenza significativa.
Il peso delle scelte tecniche
Sul piano strettamente tecnico, l'incontro si preannuncia dunque come un duello tra due filosofie di gioco simili nella struttura ma potenzialmente diverse nell'interpretazione. La posta in gioco per la Roma è particolarmente alta, considerando la necessità di riscattare una posizione in classifica divenuta più fragile e di dimostrare una reazione al recente passo falso. La squadra di Gasperini, che affida a Malen il compito di dare immediate concretezza alla manovra offensiva, dovrà dimostrare di saper gestire la pressione e di trovare rapidamente l'intesa necessaria per impensierire una difesa udinese che, per parte sua, cercherà di essere compatta e di colpire soprattutto in transizione, sfruttando gli spazi che un avversario propenso al possesso palla potrebbe inevitabilmente concedere.




