Sorrentino e la polemica su "Parthenope"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Paolo Sorrentino, regista di fama internazionale, è al centro di una vivace polemica a seguito della presentazione del suo ultimo film, "Parthenope". La controversia è esplosa durante un evento promozionale a Palermo, presso il cinema Rouge et Noir, dove il regista ha abbandonato la sala dopo pochi minuti, in risposta a domande che non ha gradito. La serata, che avrebbe dovuto essere un'occasione di confronto con il pubblico, si è trasformata in un confronto acceso, durato appena dieci minuti, caratterizzato da un'atmosfera di tensione palpabile.
Il film, che ha diviso critica e pubblico, è stato oggetto di critiche da parte di alcuni esponenti della Chiesa. Monsignor Antonio Suetta, Vescovo di Ventimiglia-Sanremo, ha definito "Parthenope" un'opera vigliacca, criticando le scene girate nel tempio dei Gerolamini, considerate scandalose e blasfeme. L'Arcidiocesi di Napoli, invece, ha mantenuto il silenzio, mentre monsignor Vincenzo De Gregorio, Abate della Cappella del Tesoro di San Gennaro, ha rimproverato i sacerdoti che hanno parlato del film in termini oltraggiosi nei confronti del miracolo di San Gennaro e della fede dei napoletani nel loro patrono.
"Parthenope" è una metafora della città di Napoli e, in parte, dell'Italia intera, descritta come accidiosa, corrotta e autoindulgente. La protagonista, una figura bella e dannata, vaga in cerca di una dimensione, trovandola infine nell'antropologia. Il film è caratterizzato da location suggestive e immagini patinate, che rischiano di apparire come spot pubblicitari, aggiungendo poco al flusso narrativo.
La polemica ha raggiunto anche i social media, dove la serata di presentazione è diventata un caso. Gli spettatori e la critica sono divisi tra chi considera "Parthenope" un capolavoro assoluto e chi, invece, lo boccia senza riserve.




