Mistero del Capodanno a Rosazza: la verità è ancora da scoprire
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Redazione Interno
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Il Capodanno a Rosazza ha lasciato dietro di sé un alone di mistero. Tre pubblici ufficiali, dotati di mandato elettivo ed istituzionale, erano presenti quella notte, insieme a numerosi agenti di polizia penitenziaria. Uno di loro, un deputato, ha negato di aver sparato. Ma cosa dire degli altri due - il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro e il sindaco Francesca Delmastro?
Il mistero della pistola di Pozzolo
La perizia dei Ris di Parma sul revolver da cui partì il colpo che ferì l'elettricista Luca Campana la notte di Capodanno, al termine di un veglione ormai celebre, ha sollevato ulteriori domande. Come è possibile che una pistola passata di mano in mano, in momenti assai concitati, oggi sia totalmente priva di impronte digitali? La risposta più ovvia al mistero delle impronte è: qualcuno l'ha ripulita.
Il Dna di tre uomini sulla pistola
Emanuele Pozzolo, ascoltato dalla Commissione nazionale di disciplina e garanzia di Fratelli d’Italia, ha ribadito la sua versione dei fatti senza rivelare particolari significativi per l’inchiesta. Secondo Pozzolo, a sparare con la sua pistola quella notte di Capodanno al veglione con il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, non sarebbe stato lui. Il colpo "partito accidentalmente" nel salone della Pro loco di Rosazza che ha ferito Luca Campana, genero del caposcorta di Delmastro, sarebbe stato esploso da qualcun altro.
La verità sul Capodanno a Rosazza è ancora da scoprire. Le indagini continuano e la speranza è che presto si possa fare luce su questa intricata vicenda.




