Affondata la nave cargo russa Ursa Major, sospetto di attentato terroristico
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Redazione Esteri
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La nave cargo russa Ursa Major, costruita nel 2009 e di proprietà della società Oboronlogistika, è affondata nel Mediterraneo, tra le coste della Spagna e dell'Algeria, in seguito a un'esplosione che ha squarciato la sala macchine. L'incidente, avvenuto il 23 dicembre 2024, ha provocato la dispersione di due dei sedici membri dell'equipaggio, mentre il resto dell'equipaggio è stato tratto in salvo. La società proprietaria della nave, che opera sotto l'egida del Ministero della Difesa russo, ha dichiarato che l'affondamento è stato causato da un "atto terroristico mirato".
Secondo le informazioni diffuse dal Ministero degli Esteri russo, tre esplosioni consecutive si sono verificate a tribordo, nella zona di poppa, alle 13:50 ora di Mosca. La nave, impegnata nelle operazioni di costruzione di imbarcazioni militari, trasportava solo 806 tonnellate di carico su una capacità totale di 9.500 tonnellate. La dinamica dell'incidente e le circostanze che hanno portato all'affondamento della nave sono ancora oggetto di indagine, mentre le autorità russe non hanno fornito ulteriori dettagli su chi potrebbe essere responsabile dell'attacco né sulle motivazioni dietro l'atto.
L'affondamento della Ursa Major ha sollevato numerosi interrogativi e sospetti, alimentando un clima di tensione e incertezza. La nave, utilizzata dal Cremlino per missioni segrete, ha subito otto ore di agonia prima di colare a picco nelle acque internazionali. Le autorità russe stanno conducendo un'inchiesta approfondita per determinare le cause esatte dell'incidente e identificare i responsabili dell'attacco, mentre la comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi della vicenda.
La società Oboronlogistika, in un comunicato citato dalle agenzie statali russe, ha espresso la convinzione che l'attacco sia stato deliberato e mirato, senza però fornire ulteriori dettagli.




