Sabrina Gigliotti, morta dopo il morso di un ragno violino: la denuncia

Sabrina Gigliotti, morta dopo il morso di un ragno violino: la denuncia
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sabrina Gigliotti, madre di due figli residente a Ostia, è morta il 25 ottobre all'ospedale San Camillo di Roma dopo un lungo percorso di cure iniziato con la puntura di un insetto, che si sospetta sia stato un ragno violino. La procura ha aperto un'indagine per omicidio colposo a carico di ignoti e ha disposto l'autopsia per chiarire le cause del decesso. Il collegamento con il ragno non ha al momento una conferma ufficiale.

Dalla lesione alla coscia ai quattro ospedali

Secondo quanto denunciato dai fratelli della donna, la puntura risale alla metà di settembre. Sulla coscia destra era comparsa una lesione, seguita da dolori sempre più forti e da una crescente difficoltà a camminare. Sabrina Gigliotti si era rivolta prima all'ospedale Grassi e poi al Clelio per le medicazioni: in quella fase le fu confermata la puntura d'insetto e le venne prescritto un antibiotico. Nulla, nei primi giorni, faceva presagire il peggioramento che è arrivato in seguito. Nel giro di un mese la donna è passata attraverso quattro diversi ospedali, fino al ricovero al San Camillo, dove è morta.

La denuncia dei familiari e l'inchiesta

L'inchiesta della procura è partita proprio dopo la denuncia presentata dai fratelli della vittima, che accusano i medici di non aver fatto tutto il possibile per salvarla. Gli avvocati dei familiari sostengono che a causare il decesso sia stato il veleno del Loxosceles rufescens, il nome scientifico del ragno violino, ma questa ricostruzione dovrà essere verificata dagli accertamenti medico-legali. Il fascicolo, aperto contro ignoti, riguarda il possibile contributo di eventuali errori nella gestione clinica del caso, non l'attribuzione di responsabilità a persone già individuate.

Il lutto a Ostia e che cosa si sa del ragno violino

A Ostia la notizia ha fatto il giro del quartiere. Amici e parenti parlano di una perdita che li lascia «devastati», e attorno alla famiglia si sono stretti anche i pescatori del litorale laziale e alcune società calcistiche locali, che hanno espresso vicinanza ai figli e ai parenti di Sabrina.

Il Loxosceles rufescens è presente in Italia ed è considerato il ragno più velenoso del territorio. Il suo morso è spesso indolore e i primi effetti compaiono dopo alcune ore, con arrossamento e gonfiore locali. Nei casi più seri la zona colpita può diventare necrotica nell'arco di 48-72 ore, formando un'ulcera di diversi centimetri, mentre le forme sistemiche, più rare, possono coinvolgere cuore e reni. Per questo i centri antiveleni raccomandano di rivolgersi a un medico dopo ogni sospetta puntura, soprattutto se compaiono sintomi evidenti.

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