Ariarne Titmus lascia il nuoto: «La vita è più grande di una piscina»
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Redazione Sport
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Con una decisione che ha dell'inaspettato, Ariarne Titmus, a soli venticinque anni, ha annunciato il suo ritiro dal nuoto agonistico, chiudendo un capitolo glorioso della sua carriera, che l'ha vista ascendere ai vertici assoluti della disciplina. La nuotatrice australiana, la cui parabola sportiva è stata segnata non solo da trionfi ma anche da una battaglia personale contro un tumore alle ovaie, ha scelto di comunicare l'addio attraverso una toccante lettera indirizzata alla se stessa bambina, pubblicata sui social network, nella quale ha spiegato le ragioni di una scelta maturata con la consapevolezza di chi, avendo già dato tanto, sente di avere altro da vivere al di fuori della vasca.
Un palmarès straordinario e la battaglia vinta
Il suo medagliere, del resto, parla da sé: quattro ori olimpici, conquistati in una gamma di distanze che va dai 200 agli 800 metri stile libero, per un totale di otto medaglie ai Giochi a cinque cerchi, a cui si sommano quattro titoli mondiali e due record del mondo. Uno di questi, quello sui 200 metri stile libero, che un tempo apparteneva a Federica Pellegrini, rimane ancora a suo nome, a sigillo di un dominio tecnico e atletico fuori dal comune. Un percorso, il suo, che è stato interrotto, ma non deviato, dall'insorgere della malattia, un cancro alle ovaie per il quale è stata operata, un episodio che ha inevitabilmente contribuito a farle riflettere sulle priorità dell'esistenza.
La lettera alla bambina di sette anni
«Cara Ariarne di sette anni, oggi ti ritiri dal nuoto agonistico», esordisce la lettera che ha commosso il mondo dello sport, un testo in cui la campionessa ripercorre con affetto e gratitudine i diciotto anni trascorsi in piscina, dieci dei quali indossando la bandiera australiana. «Hai partecipato a due Olimpiadi e, cosa ancora migliore, hai vinto», prosegue, in un dialogo intimo e risoluto che sembra chiudere un cerchio perfetto. Quel tono, al tempo stesso fiero e pacato, rivela una persona che, nonostante la giovane età, ha già accumulato esperienze tali da poter guardare al proprio passato con un senso di compiutezza, senza rimpianti.
Oltre il cloro, la ricerca di una nuova dimensione
La sua dichiarazione, «Ho sempre amato nuotare ma ho capito che adesso alcune cose della mia vita sono un po’ più importanti del nuoto», suona come un manifesto di libertà. È la presa di coscienza che l'identità di un atleta, per quanto luminosa, non esaurisce la complessità di un individuo, il quale, dopo aver realizzato i propri sogni sportivi, sente il bisogno di esplorare altri orizzonti. La vita, come lei stessa ha sottolineato con una metafora potente, non si racchiude tutta dentro una piscina; c'è un mondo oltre il cloro, fatto di relazioni, di passioni diverse, di una normalità che per tanto tempo è stata sacrificata agli allenamenti e alle gare.




