Caro carburanti, auto elettriche più convenienti? In Italia conta dove si ricarica
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Redazione Economia
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Il caro carburanti sta rendendo le auto elettriche più interessanti per chi deve cambiare vettura, ma in Italia il vantaggio economico dipende soprattutto da come e dove si ricarica. Benzina e gasolio più costosi aumentano il peso del pieno sul bilancio familiare, mentre sul mercato stanno arrivando modelli a batteria più piccoli e accessibili, tra cui Renault Twingo E-Tech, Leapmotor T03 e Byd Dolphin Surf. Passare dalla pompa alla presa, però, non produce automaticamente lo stesso risparmio per tutti: il costo dell’energia, il contratto domestico e la disponibilità di un punto di ricarica privato possono cambiare in modo sostanziale il conto finale.
La ricarica a casa cambia il confronto con benzina e diesel
Il nodo principale è proprio l’accesso all’elettricità. Chi può collegare l’auto a casa parte da condizioni molto diverse rispetto a chi deve affidarsi soprattutto alle colonnine pubbliche, perché il prezzo pagato per ogni ricarica può variare in base alla tariffa applicata e alla modalità scelta. Per questo la convenienza dell’auto elettrica non può essere valutata soltanto guardando il prezzo di listino o confrontando in modo generico una batteria con un serbatoio: entrano in gioco le abitudini quotidiane, la percorrenza e l’infrastruttura effettivamente disponibile per il singolo automobilista.
La maggiore accessibilità dei modelli sta comunque modificando il mercato. Transport & Environment indica che entro la fine del 2026 saranno disponibili 16 vetture elettriche con prezzo di partenza inferiore a 25 mila euro, quattro delle quali sotto quota 20 mila. Nello stesso anno le vendite dei modelli più economici sono attese su livelli sette volte superiori rispetto al 2024, mentre nella prima metà dell’anno sono già arrivati quasi 40 nuovi modelli e l’offerta destinata al mercato di massa ha superato quota 150. La riduzione della barriera iniziale all’acquisto amplia quindi il numero di automobilisti che può mettere realmente a confronto un’elettrica con una vettura tradizionale.
In Europa l’elettrico cresce, l’Italia resta più indietro
La diffusione procede però con velocità molto diverse all’interno dell’Unione europea. Secondo ACEA, nei primi sei mesi del 2026 le auto elettriche pure hanno raggiunto il 20,7% delle nuove immatricolazioni europee, contro il 15,6% dello stesso periodo dell’anno precedente. Nello stesso intervallo le ibride hanno conquistato il 37,3% del mercato e le plug-in il 9,8%, mentre la quota combinata di benzina e diesel è scesa al 29,7%. Il passaggio verso alimentazioni elettrificate è quindi già molto visibile nei numeri continentali, anche se non coincide ancora con un mercato dominato dalle vetture a batteria.
Il caso italiano mostra una distanza ancora marcata. A settembre le BEV hanno rappresentato il 7,6% delle immatricolazioni nazionali, secondo UNRAE, mentre le plug-in sono arrivate all’11,1%. Nei primi sei mesi l’elettrico puro aveva toccato l’8,4% secondo l’Osservatorio Credit & Mobility di Experian e UNRAE, nonostante una crescita del 77% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il confronto con la media europea evidenzia quindi un mercato nazionale nel quale l’interesse aumenta, ma la penetrazione delle vetture esclusivamente a batteria rimane ancora contenuta.
Più modelli economici, ma il 2035 resta al centro del confronto
L’accelerazione dell’offerta si intreccia con il percorso europeo sulle emissioni. Transport & Environment attribuisce proprio agli obiettivi comunitari sulla CO2 una parte decisiva dell’arrivo di vetture più economiche e stima circa 60 nuovi modelli elettrici entro la fine dell’anno, quasi quattro volte la media annuale registrata tra il 2021 e il 2025. L’organizzazione sostiene inoltre che un indebolimento dei target al 2030 e al 2035 rallenterebbe soprattutto la diffusione delle auto compatte a batteria, cioè quelle che possono avvicinare maggiormente il prezzo d’acquisto a quello dei modelli tradizionali.
Su questo percorso le posizioni dell’industria e della distribuzione restano più prudenti. Federauto sottolinea che una parte molto ampia degli automobilisti europei continua a scegliere vetture termiche o ibride e richiama problemi come prezzo d’acquisto, rete di ricarica disomogenea, autonomia e valore futuro dell’usato. Alla sesta edizione di ROM-E, organizzata a Roma dal 2 al 4 ottobre tra Casa del Cinema e Villa Borghese, il tema dell’accessibilità è stato affiancato proprio a quello della pluralità delle tecnologie, con la presenza di modelli elettrici e ibridi rivolti a esigenze differenti.
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