Tesla in picchiata a Wall Street: il peso della Cina e le parole di Trump
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Redazione Economia
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Le azioni di Tesla hanno subito un tracollo a Wall Street, trascinando con sé il Nasdaq, che ha perso oltre il 3% in una sola seduta. Il crollo del titolo, che ha visto un calo del 13,23%, è stato alimentato da un mix di fattori, tra cui il drastico calo delle vendite in Cina e le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che hanno gettato ombre su una possibile recessione negli Stati Uniti. La capitalizzazione di mercato della società, che aveva raggiunto il massimo storico di 1.500 miliardi di dollari lo scorso dicembre, è ora scesa del 45%, segnando il più grande calo intraday da gennaio 2023.
Il mercato cinese, che rappresenta una fetta significativa del business di Tesla, ha registrato un calo del 49% delle vendite a febbraio, un dato che ha contribuito a minare la fiducia degli investitori. A ciò si aggiunge l’incertezza economica generata dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, con i dazi che continuano a pesare sui bilanci delle aziende tecnologiche. Il settore tech, già in difficoltà, ha visto ulteriori pressioni, con Tesla in prima linea nel subire le conseguenze di un clima di mercato sempre più volatile.
Elon Musk, fondatore e volto pubblico di Tesla, ha vissuto una giornata particolarmente difficile. Oltre al crollo delle azioni della sua azienda, Musk ha dovuto affrontare un attacco hacker su larga scala alla sua piattaforma sociale, X.com. L’attacco, che potrebbe essere stato orchestrato da un collettivo o da uno stato avverso, ha ulteriormente complicato la situazione, aggiungendo un ulteriore elemento di instabilità.
Le dichiarazioni di Trump, che hanno alimentato i timori di una recessione, hanno avuto un impatto significativo non solo su Tesla, ma sull’intero mercato azionario. Le Borse europee, già in difficoltà, hanno registrato ulteriori perdite, con gli investitori che si sono affrettati a ridurre l’esposizione ai titoli più rischieri. Il clima di incertezza, unito alle tensioni geopolitiche, ha creato una tempesta perfetta che ha colpito duramente il settore tecnologico.
Il crollo di Tesla rappresenta un campanello d’allarme per il mercato, che si trova a navigare in acque sempre più agitate. Mentre le azioni della società chiudono vicino al minimo di sessione di 225,59 dollari, si tratta del più grande calo giornaliero da settembre 2020. Un dato che sottolinea quanto il titolo sia sensibile alle dinamiche globali, dalle politiche commerciali alle tensioni internazionali.




