«Roberta Valente - notaio in Sorrento» tra carriere al femminile e vecchie trame da musicariello
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un’operazione curiosa, in questa fiction di Rai1 che risponde al nome di «Roberta Valente - notaio in Sorrento», ed è quella di restituire – suo malgrado – un certo sapore d’altri tempi. Non tanto per la fotografia, certo, né per i costumi: il ferraniacolor dei filmetti anni cinquanta del tipo «Siamo ricchi e poveri» o «Quando tramonta il sole» appartiene ormai a un’altra geografia sentimentale dello spettacolo italiano. Eppure, guardando le vicende di questa giovane professionista tornata nella città delle Sirene dopo un traguardo importante, si coglie un’eco precisa di quei «musicarielli» di una volta; quelli, per intenderci, che una trama – magari esile, ma pur sempre una trama – la possedevano. Qui, invece, il canovaccio sembra ricalcare la vacuità tipica del fumetto, con tutto ciò che ne consegue in termini di leggerezza narrativa. Da questo punto di vista, nulla di strano: tutto regolare, quasi rassicurante.
Una notaia e il peso di un esempio
Maria Vera Ratti, che presta il volto alla protagonista, lo dice senza troppi giri di parole: «È importante che le ragazze possano riconoscersi in donne con ruoli prestigiosi, come è ormai nella realtà». Una situazione, aggiunge l’attrice, da tempo normalizzata nella società. E, a sostegno di questa tesi, cita addirittura un passaggio della serie in cui Roberta Valente ricorda come le donne, tra i notai, stiano diventando la maggioranza. Il lavoro, beninteso, non è l’unico elemento della narrazione. Ci sono l’amore, il passato che ritorna – con le sue ingombranti verità –, le certezze di un carattere perfezionista che iniziano a scricchiolare. Ma la Ratti tiene a sottolineare proprio questo aspetto, forse il più marcatamente contemporaneo, della seconda puntata (di quattro) in programma domenica 19.
Quando la fiction diventa caso (di ascolti)
Con il debutto su Rai1, «Roberta Valente – Notaio in Sorrento» si è presentata come una delle nuove fiction italiane più particolari di questa stagione televisiva. La scommessa, evidentemente, era duplice: puntare su una protagonista atipica rispetto ai canoni del genere – una giovane notaia, appunto, e non la solita commissaria o avvocatessa – e su un’ambientazione fortemente riconoscibile, quella di Sorrento, tra il mito delle Sirene, i giardini sul mare e quel cielo blu che nei film degli anni Cinquanta faceva da sfondo a storie d’amore e di miseria. La domenica sera, in prima serata, il pubblico sembra aver risposto. E gli episodi, di settimana in settimana, continuano a uscire con la regolarità di un meccanismo ben oliato, dove l’unica vera incertezza è se a tenere banco sarà il notaio o il melodramma.




