Comunista e orgoglioso: le confessioni di Claudio Amendola

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Claudio Amendola, noto attore italiano e protagonista della celebre serie televisiva "I Cesaroni", non ha mai nascosto le sue simpatie per la dottrina marxista, leninista e gramsciana. Nel suo ultimo libro, Amendola racconta un aneddoto significativo della sua giovinezza, quando sua madre Rita, donna indipendente e fuori dagli schemi, lo trascinò in un'avventura nei Paesi dell'Europa dell'Est. Questo episodio, emblematico della sua formazione politica e personale, rappresenta solo una delle tante esperienze che hanno contribuito a plasmare il suo pensiero e il suo impegno sociale.

Amendola, intervistato dal Corriere della Sera, ha parlato anche di calcio, una passione che lo ha accompagnato per tutta la vita. Grande tifoso della Roma, l'attore ha commentato l'esonero di Daniele De Rossi, esprimendo il suo disappunto per il calcio moderno. Amendola ha ricordato con nostalgia gli anni '80, quando andare allo stadio era un'occasione di goliardia e convivialità, lontana dalle dinamiche economiche e mediatiche che caratterizzano il calcio odierno. L'attore ha confessato di provare imbarazzo nel vedere giovani calciatori accedere a una ricchezza eccessiva, una realtà che ha contribuito a farlo allontanare da questo mondo.

Nel corso dell'intervista, Amendola ha ripercorso anche momenti difficili della sua vita, come l'arresto a 18 anni e le difficoltà economiche che ha affrontato. Ha ammesso di aver sperperato i suoi soldi e di aver fatto qualche "casino di troppo" in passato, ma queste esperienze lo hanno reso la persona che è oggi. Recentemente, è uscito il suo libro "Ma non dovevate anda' a Londra", in cui racconta la sua vita dagli 11 ai 32 anni, offrendo uno spaccato sincero e autentico della sua crescita personale e professionale.

L'attore ha inoltre parlato del suo rapporto con il tifo organizzato, ricordando come il film "Ultrà", girato nel 1990, abbia creato vari problemi con la curva romanista. Nonostante le difficoltà, Amendola ha mantenuto un legame forte con il mondo del calcio, anche se con una visione critica e disincantata rispetto al passato.

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