OpenAI e Anthropic, la guerra dei prezzi nel segno delle IPO
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Redazione Economia
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Per anni la corsa all’intelligenza artificiale – raccontata attraverso record di utenti, modelli sempre più sofisticati e raccolte miliardarie – sembrava non conoscere ostacoli. Oggi, tuttavia, il settore è chiamato a dimostrare che quella crescita vertiginosa può tradursi in un business sostenibile, magari sacrificando qualcosa sui margini.
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È in questo scenario, denso di aspettative finanziarie, che si consuma il nuovo confronto tra OpenAI e Anthropic, le due aziende simbolo dell’AI generativa pronte a misurarsi sul terreno, prima ancora che tecnologico, dei listini e dei prezzi applicati agli utenti. ilfattoquotidiano +2
Le due startup si preparano al debutto a Wall Street
Wall Street si sta preparando per l’atteso debutto di SpaceX, previsto per venerdì 12 giugno, un’operazione che farà da apripista per altre due quotazioni di peso previste quest’anno: quelle di Anthropic e OpenAI.
Entrambe le startup leader nel settore hanno depositato in via riservata la documentazione necessaria presso le autorità di regolamentazione, compiendo il passo decisivo per diventare società pubbliche. ilfattoquotidiano +2
Se Anthropic ha annunciato per prima la sua intenzione di quotarsi, OpenAI ha subito fatto sapere, tramite una nota ufficiale, di aver avviato l’iter per non essere da meno in quella che ormai è una sfida a colpi di valutazione di borsa.
Le cifre, del resto, testimoniano l’enorme posta in gioco: Anthropic, al termine di un maxi round da 65 miliardi di dollari, è stata valutata 965 miliardi di dollari, superando per un pelo gli 852 miliardi della rivale OpenAI. finanzaonline +2
Il prezzo dei Token e la resa dei conti con la redditività
Proprio mentre si avvicinano alla fatidica “quotazione”, i due colossi si preparano a una battaglia che potrebbe far comodo – almeno sulla carta – agli utenti finali.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, OpenAI starebbe valutando una riduzione drastica dei prezzi applicati ai propri servizi, una mossa – spiegano fonti vicine alla società – dettata dalla volontà di sottrarre clienti alla rivale Anthropic e dalla consapevolezza che anche quest’ultima si appresti a tagliare i propri listini. finanzaonline +2
L’unità di misura di questa guerra sono i “token”, quei frammenti di testo che costituiscono il carburante dei modelli linguistici, e la cui impennata dei consumi ha già messo in crisi i budget di aziende come Uber. L’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, ha recentemente definito i costi dell’AI “un problema enorme”, impegnandosi a trovare soluzioni per offrire più valore con una spesa minore. ilfattoquotidiano +2
Ma la strada del ribasso è irta di insidie, specialmente in un momento in cui gli investitori chiedono conto della redditività. Ridurre i prezzi significa comprimere ulteriormente margini già risicati, vista la voragine di capitale necessaria per addestrare e far funzionare i modelli.
Secondo un’analisi pubblicata dal Mit, ben il 95% dei progetti pilota di AI generativa nelle imprese non genera profitti misurabili entro sei mesi, un dato che spinge i direttori finanziari a guardare con crescente scetticismo alle bollette del machine learning. ilfattoquotidiano +2
Se da un lato la guerra dei prezzi potrebbe incentivare una maggiore adozione di massa, dall’altro rischia di trasformarsi in una corsa al ribasso che, in assenza di un killer application in grado di giustificare la spesa, potrebbe mettere a dura prova i conti dei due principali attori del settore. firstonline +2




