L'omicidio di Thomas Luciani: una traccia di premeditazione emerge
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Redazione Interno
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L'omicidio di Cristopher Thomas Luciani, avvenuto il 23 giugno a Pescara, sembra essere l'atto finale di una ricerca durata due giorni. Luciani, 16 anni, è stato ucciso con 25 coltellate. Le indagini rivelano che l'assassino lo stava seguendo da due giorni, dopo un incontro in cui Luciani aveva ricevuto 70 euro in anticipo per fornire dell'hashish.
Il fine settimana di libertà
Luciani, appena arrivato a Pescara dalla comunità e senza un euro in tasca, ha preso i soldi ma non ha consegnato l'hashish promesso per quel venerdì. Con quei 70 euro, invece, si è concesso un fine settimana di libertà con gli amici, dopo essere stato assente da Campobasso dal 21 novembre.
Rifiuto della richiesta di arresti domiciliari
Uno dei due minori accusati dell'omicidio è attualmente in carcere a Bari. Il Gip del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cristina Tettamanti, ha respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dai legali del sedicenne.
Nega di conoscere la vittima
Il 16enne accusato di aver ucciso Luciani ha negato di conoscere la vittima o di aver mai avuto contatti con lui. Anche di fronte al fotogramma in cui cammina al fianco di Luciani fino alle sterpaglie del parco, ha insistito: "Non sono io quello delle immagini".




