Gli Oscar 2026 e i veri artisti del red carpet: make-up artist e parrucchieri delle star pronti per la notte di Hollywood
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre il countdown per la notte degli Oscar 2026 è ufficialmente entrato nella sua fase più concitata, con la cerimonia in programma al Dolby Theatre di Los Angeles nella notte tra domenica 15 e lunedì 16 marzo, l’attenzione del pubblico, com’è ovvio che sia, non si concentra esclusivamente sulla corsa alle ambite statuette. Una parte considerevole dell’interesse, infatti, è da sempre catalizzata dai look che sfileranno sul red carpet, quella passerella di celebrità che trasforma l’evento in un palcoscenico mondiale della moda e dell’eleganza. Se gli abiti firmati dai più grandi couturier fanno la parte del leone sotto i riflettori, è doveroso ricordare, come ci insegnano le interviste ai professionisti del settore riportate da testate specializzate quali The Hollywood Reporter, che il lavoro di styling è un processo lungo e complesso, una vera e propria “architettura stilistica” che prende forma mesi prima, talvolta già a partire dai festival cinematografici dell’autunno precedente. Sono loro, gli stylist, i consulenti d’immagine e i beauty artist, gli artefici silenziosi di quelle metamorfosi che consentono a un attore o a un’attrice di apparire nella loro versione più iconica e memorabile.
La macchina della perfezione estetica dietro il tappeto rosso
Nelle ore immediatamente precedenti l’evento, mentre il mondo trattiene il fiato in attesa delle prime immagini, a Los Angeles si consuma un rituale parallelo fatto di preparativi meticolosi e quasi maniacali. LAmag descrive efficacemente questa fase come una sinfonia di appuntamenti con dermatologi e facialist, un susseguirsi di ritocchi al colore dei capelli e sedute di skincare finalizzate a rendere la pelle “scolpita e idratata fino a farla risplendere nella morbida luce californiana”. I make-up artist, in queste ore, operano una selezione spietata all’interno dei loro kit, scegliendo solo quelle formule che garantiscono una tenuta e una resa impeccabile sotto il martellante fuoco dei flash dei fotografi; parallelamente, gli hairstylist studiano acconciature in grado di mantenere movimento e tenuta per l’intera durata della serata. Una menzione particolare, in questo contesto, meritano i prodotti di bellezza, quei veri e propri alleati segreti come primer illuminanti o gel idratanti, capaci di creare quella base di perfezione su cui poi si costruirà l’intero look, un aspetto che, sebbene invisibile al grande pubblico, è fondamentale per ottenere quella luminosità “candida ma reale” che si ammira sulle star. A testimoniare l’importanza di questi professionisti, non è passata inosservata l’iniziativa del The Wall Group, un’agenzia che rappresenta alcuni tra i più celebri stylist, hair stylist e make-up artist: l’agenzia ha fatto affiggere dei cartelloni pubblicitari lungo Sunset Boulevard con l’invito a “ringraziare la propria squadra del glam”, e persino star del calibro di Reese Witherspoon e Chris Pratt hanno voluto omaggiare pubblicamente, con messaggi ironici e affettuosi, coloro che li preparano per gli eventi, a riprova del legame professionale e umano che si instaura in questi percorsi.
L’arte del dettaglio: i protagonisti dietro le quinte
La complessità del lavoro di questi artisti emerge con chiarezza dalle parole di Kate Young, storica stylist di attrici come Rose Byrne. In un’intervista, Young spiega come la stagione dei premi non sia affatto una sequenza lineare di eventi, quanto piuttosto un “arco stilistico” che richiede una visione d’insieme e, al contempo, la capacità di adattarsi e imparare da ogni apparizione pubblica. Per la notte degli Oscar, che la stessa Young paragona per importanza a un evento “white tie”, la pianificazione raggiunge il suo apice: l’abito è quasi sempre realizzato su misura, frutto di un lavoro di collaborazione con la maison che inizia con largo anticipo, partendo da una silhouette pensata per valorizzare la cliente per poi arricchirla di dettagli preziosi come ricami o applicazioni. È un lavoro certosino, che mira a elevare l’immagine senza mai sacrificare la personalità di chi si veste, come nel caso di Rose Byrne, a cui la stylist ha dovuto ricordare di “camminare come una star” data la straordinaria leggerezza e comodità di un abito Chanel indossato in una precedente premiazione. Lo stesso livello di attenzione ai dettagli lo si ritrova nel settore maschile: Michael Fisher, che cura l’immagine di attori come Ethan Hawke, sottolinea l’importanza dei particolari, citando l’esempio di un gilet di ispirazione militare indossato dal suo cliente, e ricordando come “il diavolo si nasconda nei dettagli” per rendere un look non solo elegante, ma anche interessante e autentico.
La categoria tecnica degli Oscar: il riconoscimento a make-up e hairstyling
Se il red carpet è il regno dello styling patinato, la competizione vera e propria per la statuetta riserva un’attenzione particolare al lavoro più complesso e trasformativo, quello dei make-up artist e degli hairstylist che operano sul set. La categoria Miglior trucco e acconciatura, istituita dall’Academy nel 1981 per il trucco e integrata con l’hairstyling solo nel 1993, rappresenta il più alto riconoscimento per questi artigiani del cinema, capaci di creare personaggi indimenticabili attraverso protesi, parrucche e un lavoro minuzioso sui volti degli attori. In vista della 98ª edizione degli Oscar, le previsioni degli addetti ai lavori, come quelle riportate da Variety e AwardsWatch, indicano una competizione accesa tra pellicole di genere molto diverse tra loro, accomunate però da una spiccata componente visiva e di trasformazione fisica. Tra i titoli più quotati figura senza dubbio Frankenstein di Guillermo del Toro, che per il suo essere un “creature feature” rappresenta il classico candidato in questa categoria, forte anche di vari riconoscimenti ottenuti durante la stagione dei premi. A contendergli il premio ci sono pellicole come Sinners, un horror a tema vampiresco che ha ottenuto ben sedici nomination complessive, e la piccola e sorprendente produzione norvegese The Ugly Stepsister, un body horror che ha impressionato per le sue audaci soluzioni prostetiche.
Talento e riconoscimenti: le storie personali degli artisti
La strada che conduce a una nomination agli Oscar è lastricata di sacrifici, passione e lunghe ore di lavoro, come dimostra la storia di Tené Wilder, hairstylist di Baltimora candidata al prestigioso premio proprio per il suo contributo in Sinners. Come raccontato in un’intervista, la Wilder, che aveva già vinto un Emmy per la serie Pose, ha visto il suo sogno hollywoodiano prendere forma dopo anni di gavetta e la difficile scelta di chiudere il suo salone di bellezza per dedicarsi completamente al cinema e alla televisione. Il suo lavoro su Sinners, diretto da Ryan Coogler, ha richiesto una profonda comprensione della narrazione e dei personaggi: per le attrici del film, ambientato negli anni Trenta nel Mississippi, la Wilder ha studiato acconciature che riflettessero la loro condizione sociale e il loro ruolo nella storia, come nel caso del personaggio di Grace, una donna lavoratrice i cui capelli erano raccolti in uno chignon. Il riconoscimento dell’Academy, insomma, è il coronamento di un percorso che unisce abilità tecnica, sensibilità artistica e una dedizione assoluta al mestiere. A testimonianza ulteriore del valore di questi professionisti, lo scorso febbraio si sono tenuti i Make-Up Artists and Hair Stylists Guild Awards (MUAHS), un appuntamento tradizionalmente considerato un termometro affidabile in vista degli Oscar. In quell’occasione, Sinners e One Battle After Another si sono aggiudicati rispettivamente i premi per il trucco e le acconciature d’epoca e quelli per il trucco e le acconciature contemporanei, mentre Frankenstein ha vinto il premio per i migliori effetti prostetici, confermando la forza di questi tre titoli nella corsa alla statuetta. E proprio nella settimana degli Oscar, i candidati di questa categoria si sono riuniti per il tradizionale simposio organizzato dall’Academy, un’occasione in cui artisti del calibro di Ken Diaz, Mike Hill e Kazu Hiro hanno potuto discutere e condividere con il pubblico i segreti del loro lavoro, svelando i concept e i bozzetti che hanno dato vita a creature e personaggi destinati a rimanere nella storia del cinema.




