L’intelligenza artificiale può distruggere l’umanità? La tesi di Martinucci

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare un rischio estremo per l’umanità entro i prossimi dieci anni secondo Carlo Martinucci, matematico, programmatore informatico e divulgatore. La sua tesi non riguarda una macchina animata da odio verso gli esseri umani, ma un sistema che, in determinate condizioni, potrebbe arrivare a considerarne la sopravvivenza un ostacolo al raggiungimento dei propri obiettivi.

Martinucci, 38 anni, ferrarese di nascita e padovano d’adozione, ha affrontato il tema partendo da una domanda diversa rispetto alla maggior parte degli scenari catastrofici: non il modo in cui una tecnologia avanzata potrebbe causare danni, ma il motivo per cui potrebbe arrivare a farlo. Virus, nanotecnologie e altri strumenti tecnologici vengono citati come possibili vie attraverso cui un sistema molto avanzato potrebbe produrre conseguenze gravi.

Il programmatore ha lavorato in passato per Bending Spoons, azienda tecnologica italiana che ha acquisito realtà come WeTransfer, Vimeo e StreamYard e che durante la pandemia di Covid-19 ha sviluppato l’app Immuni per il governo italiano. La sua riflessione si inserisce nel dibattito sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale, nel quale alcuni esperti concentrano l’attenzione sulla possibilità che sistemi sempre più autonomi possano diventare difficili da controllare.

Il tema dei limiti allo sviluppo dell’IA non riguarda soltanto ricercatori e studiosi, ma anche alcuni protagonisti dell’industria tecnologica. Diversi leader delle grandi aziende del settore hanno discusso della necessità di introdurre criteri di sicurezza e controlli, mentre governi e istituzioni valutano il ruolo della regolazione pubblica in un ambito con effetti globali.

Anche il dibattito religioso ha affrontato la questione della prudenza tecnologica. L’enciclica “Magnifica humanitas” richiama la necessità di verifiche rigorose e di un eventuale rallentamento nell’adozione dell’intelligenza artificiale quando siano in gioco rischi per la società, precisando che una maggiore cautela non equivale a un rifiuto del progresso.

Negli Stati Uniti il possibile superamento del controllo umano da parte dell’intelligenza artificiale è entrato nel dibattito pubblico. Una parte della comunità impegnata nella sicurezza dell’IA studia il cosiddetto rischio esistenziale, cioè scenari nei quali sistemi capaci di migliorare progressivamente le proprie prestazioni potrebbero raggiungere livelli di autonomia difficili da gestire.

Il confronto internazionale mostra però prospettive differenti. Un’analisi del New Yorker attraverso le osservazioni di Kyle Chan, studioso della politica tecnologica cinese alla Brookings Institution, ha evidenziato una maggiore attenzione americana agli scenari di perdita di controllo rispetto al dibattito cinese, più concentrato su altri aspetti dello sviluppo tecnologico.

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