Operazione Dia a Bari, Decaro: “Straordinarie capacità dello Stato”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’operazione Dia a Bari condotta da Polizia di Stato e Carabinieri, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato a numerosi arresti e a provvedimenti cautelari che segnano un passaggio rilevante nel contrasto alle dinamiche criminali locali. Il presidente della Regione Puglia ha espresso soddisfazione per l’intervento, sottolineando come l’azione congiunta delle forze dell’ordine restituisca “la presenza e le straordinarie capacità di intervento dello Stato”. L’attività investigativa si inserisce in un contesto di tensioni crescenti tra gruppi rivali, maturate nel tempo e sfociate in episodi di violenza sempre più gravi.

Le indagini e la faida tra i clan Capriati e Strisciuglio

Secondo quanto emerge dagli atti dell’indagine, la contrapposizione tra le nuove leve dei clan Capriati e Strisciuglio ha avuto origine da conflitti apparentemente marginali, legati alla vita notturna e ai locali di intrattenimento. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bari, Giuseppe Rinaldi, descrive un “climax ascendente” di tensioni, alimentato da litigi per biglietti, bottiglie e sguardi considerati provocatori. Episodi inizialmente circoscritti si sono trasformati nel tempo in un confronto strutturato, con un progressivo aumento dell’ostilità tra i gruppi coinvolti. Le indagini hanno ricostruito una dinamica di escalation che ha portato a una vera e propria faida, radicata e ancora in atto.

L’omicidio di Filippo Scavo al Divine Club di Bisceglie

Un momento centrale nella ricostruzione investigativa è rappresentato dall’omicidio di Filippo Scavo, avvenuto all’alba del 19 aprile scorso all’interno del Divine Club di Bisceglie. Secondo gli inquirenti, Dylan Capriati e Aldo Lagioia, con la complicità di Michele Morelli, avrebbero portato a termine l’agguato in pochi secondi. Le immagini delle telecamere di sorveglianza documentano un primo tentativo fallito all’esterno del locale, seguito dall’ingresso della vittima nella discoteca nel tentativo di sottrarsi agli aggressori. L’azione si è poi conclusa all’interno del club, dove l’uomo è stato raggiunto e ucciso. I tre indagati sono stati arrestati in esecuzione di un decreto di fermo della Dda, in attesa della convalida da parte del gip.

Le reazioni dei clan e il clima dopo il delitto

Le ore successive all’omicidio hanno evidenziato comportamenti contrapposti all’interno dei gruppi coinvolti, anche nelle strutture detentive. Come riferito dalla pm della Direzione distrettuale antimafia Bruna Manganelli, i detenuti legati al clan Strisciuglio avrebbero manifestato il lutto con gesti simbolici, tra cui il rovesciamento di un biliardino per impedirne l’uso. Di segno opposto la reazione attribuita ai rivali del clan Capriati, che avrebbero invece festeggiato l’accaduto brindando in cella. Elementi che contribuiscono a delineare un contesto di forte contrapposizione, in cui anche gli eventi più recenti vengono rapidamente assorbiti nella logica dello scontro tra gruppi.

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