Israele dietro i cercapersone esplosi in Libano, il retroscena

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il New York Times ha rivelato che i cercapersone esplosi in Libano sono stati prodotti da Israele. Tre ufficiali dell'intelligence israeliana hanno confermato che i dispositivi sono stati creati da società fittizie per nascondere il coinvolgimento dei servizi segreti israeliani. La Bac Consulting, azienda ungherese produttrice dei cercapersone, era in realtà una copertura israeliana. Gli attacchi simultanei in Libano e Siria hanno causato almeno 9 morti e ferito oltre 2800 persone, tra civili e membri di Hezbollah.

L'operazione, pianificata da Tel Aviv per almeno due anni, ha visto i dispositivi spediti in Libano a partire dal 2022. Gli attacchi sono stati eseguiti con una precisione tecnologica straordinaria, colpendo obiettivi specifici e umiliando Hezbollah. Questo evento rappresenta uno dei più grandi successi dell'intelligence israeliana, che ha sfruttato dissidenti iraniani per manomettere i dispositivi in Iran.

Marco Mancini, ex capo del controspionaggio italiano, ha sottolineato come l'operazione abbia raggiunto i suoi obiettivi, colpendo duramente Hezbollah. Negli anni, Hezbollah ha dominato il Libano con il supporto iraniano, portando a una dittatura delle armi travestita da democrazia. Gli attacchi israeliani hanno messo in luce la vulnerabilità del gruppo e la capacità tecnologica di Israele.

L'operazione ha richiesto una pianificazione meticolosa e una collaborazione internazionale. Gli agenti segreti israeliani hanno lavorato in stretta collaborazione con dissidenti iraniani per manomettere i dispositivi in Iran, rendendoli esplosivi.

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