Superbike, Bulega e Montella nel segno della doppietta tricolore a Misano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il round dell’Emilia Romagna sul circuito intitolato a Marco Simoncelli ha consegnato alle cronache sportive un fine settimana di sostanziale egemonia italiana, sebbene declinata secondo gerarchie precise all’interno della categoria.

Nicolò Bulega, come ormai consuetudine dettata da un ruolino di marcia impressionante, non ha lasciato scampo agli avversari; il pilota di casa, preparatosi meticolosamente sotto il profilo sia mentale sia fisico, ha trasformato la pressione di correre davanti al proprio pubblico in un carburante aggiuntivo per distanziare rivali che, al momento, possono soltanto studiare la sua scia.

L’allungo del campione (che prosegue la sua striscia record di vittorie consecutive) è apparso chirurgico in tutte e tre le manche, con Iker Lecuona stabilmente alle sue spalle a completare le doppiette della squadra ufficiale Aruba. Quella che si è consumata a Misano, per certi versi, rappresenta l’ennesima dimostrazione di una supremazia che non accenna a subire scalfitture, avvicinando ulteriormente il sogno (sempre più concreto) di un imminente sbarco in MotoGP al termine dell’annata corrente.

La rinascita silenziosa di Yari Montella

Se Bulega ha rappresentato la continuità, l’altro grande protagonista del fine settimana è stato invece Yari Montella, capace di issarsi per tre volte consecutive sul gradino più basso del podio. Il pilota del Barni Spark Racing Team (che con questi risultati si è ripreso la terza piazza nella classifica generale) ha dimostrato una solidità e una costanza di rendimento che, a ben guardare, raccontano una storia di riscatto personale ben più profonda di un semplice piazzamento onorevole.

Montella ha chiuso infatti alle spalle delle due Ducati ufficiali sia in gara 1, sia nella Superpole Race, sia in gara 2, e lo ha fatto con la consapevolezza di chi, reduce da una stagione d’esordio complicata e costellata da errori, ha deciso di assumersi le proprie responsabilità senza cercare alibi. Lui stesso, al termine delle competizioni, ha ammesso senza giri di parole come nel 2025 “fosse colpa mia” se i risultati non erano arrivati, sottolineando un cambio di passo maturato durante l’inverno attraverso un duro lavoro su di sé e con la propria squadra.

L’incidente che ha cambiato le sorti di gara 2

La domenica è stata però, per Montella, tutt’altro che una passeggiata; le condizioni del tracciato nel pomeriggio sono infatti mutate sensibilmente rispetto al giorno precedente, rendendo la guida più insidiosa e fisicamente impegnativa. A rendere possibile il tris di podi ha contribuito, in parte, anche un episodio verificatosi a pochi giri dal termine di gara 2, quando Axel Bassani – che occupava stabilmente la terza posizione – è scivolato in curva 8, spalancando le porte del gradino più basso al portacolori del Barni.

Senza quell’errore, Montella avrebbe probabilmente dovuto accontentarsi del quarto posto, ma va riconosciuto al campano il merito di essere rimasto incollato alla scia del rivale, mantenendo una pressione psicologica costante che forse, chissà, ha contribuito all’errore finale. “Vedevo che quando mi avvicinavo ad Axel la temperatura delle gomme saliva – ha spiegato –, ho fatto una gara a elastico dietro di lui, pronto mentalmente ad accettare il piazzamento ma cercando comunque di spingerlo al limite”. Una strategia, la sua, rivelatasi vincente.

La gratitudine verso Barnabò e la prospettiva futura

Al di là dei meriti strettamente tecnici, l’aspetto forse più toccante emerso dal weekend di Misano riguarda il rapporto di fiducia che lega il pilota al team principal Marco Barnabò. Montella, consapevole di aver rischiato di compromettere la propria carriera dopo i “disastri” della stagione precedente, non ha risparmiato parole di gratitudine nei confronti della squadra bergamasca, che ha deciso di riconfermarlo nonostante le prestazioni altalenanti del 2025.

“In un’altra circostanza, oggi sarei in un altro campionato o a vedere la gara da casa”, ha dichiarato il pilota campano, lasciando intendere quanto sia stato cruciale l’appoggio ricevuto nei momenti di difficoltà. Ora, con la terza posizione in classifica consolidata e un ritrovato slancio, l’obiettivo (sebbene dichiarato senza enfasi e con la consueta cautela giornaliera) è quello di continuare a stupire, cercando magari di avvicinarsi ulteriormente ai vertici della categoria senza perdere di vista la concretezza che ha caratterizzato questa sua rinascita.

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