Petrolio in calo, Wti sotto 75 dollari dopo le tensioni sui mercati
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Redazione Economia
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Il petrolio in calo registra nuovi ribassi sui mercati internazionali, con il Wti scambiato a 74,92 dollari al barile e in diminuzione dell’1,12%, mentre il Brent si porta a 78,58 dollari con una flessione dello 0,98%. Il movimento conferma una fase di debolezza del prezzo del petrolio, che ha esteso il calo iniziato nella seduta precedente. Il riferimento statunitense West Texas Intermediate, con consegna a settembre, continua quindi a muoversi su livelli inferiori rispetto alla soglia degli 80 dollari al barile, mentre gli operatori monitorano l’evoluzione dei mercati energetici.
Il calo del petrolio dopo le ipotesi sull’accordo tra Usa e Iran
La discesa più marcata del petrolio si è verificata dopo le ipotesi di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran annunciate da Scott Bessent, segretario al Tesoro americano. In quella fase il prezzo del Wti a New York ha chiuso con un ribasso del 5,81%, arrivando a 75,67 dollari al barile, mentre il Brent ha perso il 5,35% fino a 79,29 dollari. Gli operatori hanno reagito alle indicazioni legate a un possibile sviluppo della situazione internazionale, elemento che ha contribuito alla forte riduzione delle quotazioni sui mercati.
La pressione sui prezzi del petrolio è stata collegata anche alle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla possibilità di raggiungere un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato, l’intesa avrebbe potuto essere raggiunta già il 5 agosto o al massimo il giorno successivo. Questa prospettiva ha rassicurato i mercati e ha favorito la discesa del prezzo del petrolio, con il Brent arrivato sotto gli 80 dollari al barile.
Wti e Brent restano sotto osservazione sui mercati
Dopo il forte ribasso, il petrolio ha mostrato anche un avvio in moderato rialzo a New York, con il contratto di riferimento sui mercati americani scambiato a 76,21 dollari al barile, in aumento dello 0,58% rispetto alla chiusura precedente. Il movimento evidenzia una fase caratterizzata da variazioni significative delle quotazioni, con il Wti che rimane comunque distante dalla soglia degli 80 dollari. Le oscillazioni del prezzo del petrolio continuano a essere legate alle notizie che arrivano dai mercati internazionali e alle aspettative degli operatori.
Il quadro dei prezzi mostra quindi una sequenza di sedute con pressioni ribassiste e momenti di recupero limitati. Il Wti, riferimento per il mercato statunitense, e il Brent, riferimento internazionale, hanno registrato movimenti differenti ma accomunati dalla permanenza su livelli inferiori rispetto ai valori precedenti. Le quotazioni indicate, da 74,92 dollari per il Wti fino a 78,58 dollari per il Brent, rappresentano i livelli osservati durante questa fase di debolezza del mercato petrolifero.
Perché il prezzo del petrolio resta centrale per i carburanti
Nonostante il calo del prezzo del petrolio e la discesa del Brent sotto gli 80 dollari al barile, i carburanti in Italia continuano a rimanere stabilmente sopra la soglia dei due euro al litro. La riduzione delle quotazioni internazionali non si è quindi tradotta in un immediato calo dei prezzi di benzina e diesel. La situazione mostra il collegamento tra i mercati petroliferi e il costo finale dei carburanti, con tempi e dinamiche che possono differire rispetto ai movimenti registrati sulle quotazioni del greggio.
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