L’Inter rischia la sanzione dopo il no alla Supercoppa in Arabia Saudita
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Redazione Sport
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La Lega Serie A ha ufficializzato, al termine di una videoconferenza tenutasi venerdì 2 maggio, che la prossima Supercoppa Italiana si disputerà nuovamente in Arabia Saudita, mantenendo il controverso formato a quattro squadre. Una decisione che, se da un lato garantisce alla Lega un introito di 23 milioni di euro – frutto dell’accordo con gli organizzatori locali – dall’altro ha sollevato le proteste dell’Inter, la quale, durante l’ultima assemblea, ha espresso parere contrario.
Il club nerazzurro, rappresentato dall’avvocato Angelo Capellini, ha sottolineato le criticità legate a un impegno extra in un calendario già saturo, che include il Mondiale per Club e la possibile Coppa Intercontinentale FIFA. Sebbene l’Inter non abbia ancora annunciato un ritiro ufficiale, la possibilità che rinunci al torneo è concreta, il che aprirebbe la strada a una sanzione da parte della Lega. Un rischio che il club sembra disposto a correre, pur di evitare un ulteriore carico di partite in un periodo già denso di impegni.
La scelta saudita, del resto, non è nuova: il format a Final Four, introdotto per la prima volta nel 2023, aveva già suscitato perplessità tra alcune squadre, costrette a trasferte lunghe e logoranti in mezzo alla stagione. E mentre la Lega difende l’operazione – ribadendo l’importanza economica dell’accordo – l’Inter valuta se il gioco valga la candela, soprattutto considerando i possibili contraccolpi fisici per i giocatori.




