Il 730 precompilato è pronto: sette controlli essenziali prima dell’invio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dal 15 maggio, per milioni di lavoratori dipendenti e pensionati, si apre la fase operativa della dichiarazione dei redditi con il modello 730 precompilato, già consultabile dallo scorso 30 aprile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. Uno strumento che, sebbene semplifichi il processo, richiede attenzione prima di essere confermato: errori o omissioni potrebbero infatti ridurre i rimborsi o generare contestazioni.

Prima di procedere all’invio, è fondamentale verificare i dati presenti nel certificato unico (CU), che costituisce la base della precompilazione. Eventuali discrepanze – come redditi non dichiarati o trattenute errate – vanno rettificate manualmente. Allo stesso modo, è necessario controllare che tutte le spese detraibili, dalle cure mediche agli interventi di ristrutturazione, siano state correttamente inserite. L’Agenzia, pur avendo accesso a gran parte delle informazioni grazie alla tracciabilità fiscale, potrebbe non aver registrato alcuni pagamenti, specie se effettuati in contanti o senza richiesta di fattura.

Particolare attenzione merita la sezione dedicata ai mutui e agli affitti: chi ha usufruito di agevolazioni come la cedolare secca deve assicurarsi che gli importi coincidano con i contratti stipulati. Anche le spese scolastiche e quelle sportive per i figli minorenni, spesso dimenticate, vanno integrate se mancanti.

La procedura, che si concluderà il 16 dicembre con il saldo dell’Imu, si articola in nove tappe, ma per chi opta per la precompilata senza modifiche i tempi si riducono notevolmente. Chi invece apporta correzioni ha fino a settembre per l’invio, a seconda che scelga la consegna telematica o quella tramite Caf.

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