Che tempo che fa, tra le belve di Sabrina Ferilli e i quattrocento armadi di Orietta Berti
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La domenica sera di Fabio Fazio, ormai consolidata sul Nove dopo il lungo esodo dalla Rai, continua a offrire uno spaccato di varietà che mescola con abilità la promozione cinematografica alle consuete incursioni nel dibattito civile, il tutto condito da un’imprevedibilità che sembra essere diventata il marchio di fabbrica del contenitore. Nella puntata del 22 marzo, il meccanismo si è innescato perfettamente: da un lato l’eleganza controllata del conduttore, dall’altro la capacità del “Tavolo” di trasformare semplici aneddoti in veri e propri casi nazionali. Tra gli ospiti, Sabrina Ferilli ha portato in studio l’energia promozionale di “Notte prima degli esami 3.0”, rivendicando con ironia il passaggio di testimone da quella che fu la “carogna” di Giorgio Faletti a quella che oggi è una “belva” pronta a terrorizzare i maturandi. L’intervista, condotta con la consueta deferenza da Fazio – che ha ricordato come per la Ferilli siano persino caduti petali di rosa dal cielo in oltre vent’anni di ospitate – ha rivelato dettagli leggeri ma significativi, come l’oblio del voto di maturità della stessa attrice, oscillante tra il 44 e il 46.
Il tavolo tra armadi strapieni e ritardi ferroviari
Se la prima parte del programma mantiene un registro più tradizionale di intervista, è nel segmento finale, quello del “Tavolo”, che la trasmissione trova la sua dimensione più corale e surreale. In questa occasione, Orietta Berti ha regalato uno dei momenti più iconici della serata, raccontando la presunta crisi con il marito Osvaldo, scatenata dalla mole impressionante di abiti di scena accumulati: quattromila capi, un numero che ha fatto impallidire gli altri ospiti e che ha giustificato la trasformazione della sauna di casa in un deposito per costumi. Enzo Iacchetti, con la sua solita capacità di ancorare il racconto alla realtà, ha però ricordato come dietro l’eccesso ci sia anche la consapevolezza di un privilegio, citando chi non può permettersi nemmeno un capo nuovo. A movimentare ulteriormente il clima ci ha pensato Mara Venier, arrivata con il fiatone dopo una giornata segnata dai ritardi ferroviari – un dettaglio che Fazio ha colto al volo per sottolineare le disfunzioni infrastrutturali – e impegnata in un sottotono di non annuncio sul suo futuro professionale. La conduttrice di “Domenica In” ha lasciato intendere che probabilmente non ci sarà alla prossima edizione del suo programma, alimentando le speculazioni su un possibile approdo stabile proprio al “Tavolo” di Fazio, un destino che molti presenti hanno suggerito quasi come una soluzione naturale per la “zia d’Italia”.
La satira di Luciana Littizzetto e le regole imposte ai siciliani
Luciana Littizzetto, vera e propria colonna portante del programma da oltre due decenni, ha confermato il suo ruolo di coscienza critica della trasmissione con un monologo che, pur non nominando esplicitamente il voto, ne ha incarnato lo spirito. Rivolgendosi agli “ignavi, ai pigri e agli indolenti”, la comica ha ribadito il concetto del voto come privilegio conquistato, distanziandosi retoricamente da chi sceglie l’astensione. Un lavoro di cesello testuale che da anni rappresenta il momento di maggiore tensione intellettuale del salotto, capace di alternare la comicità di superficie a strati di significato più profondi. Sul fronte opposto della leggerezza si sono collocati Ficarra e Picone, i quali, seduti al cospetto di Fazio, si sono trovati a dover rispettare una regola tanto semplice quanto paradossale: non dire “sì” o “no”. Il veto imposto dal conduttore, motivato dall’esigenza di mantenere la neutralità durante il weekend del referendum, ha trasformato il loro intervento in un esercizio di stile verbale, dove i due attori hanno raccontato le odissee dei trasporti aerei senza mai sbilanciarsi realmente.
Le pagelle di una diretta senza sosta
L’impianto del programma, che vive di diretta e di interazioni spontanee, ha regalato anche qualche piccolo incidente di percorso trasformato in intrattenimento. L’invasione di campo di un cucù centenario, che ha interrotto il filo del discorso di Sabrina Ferilli, è stata gestita con la consueta nonchalance da Fazio, così come il siparietto con Luciana Littizzetto riguardante un vaso di piante ha rischiato di trasformarsi in un momento di comicità fisica, con la comica che ha minacciato il conduttore per aver osato parlare di fiori. Se a Sabrina Ferilli è stato attribuito il ruolo della “belva” perfetta, a Tredici Pietro è toccato il compito di portare una nota più giovane e urban, mentre l’intera macchina organizzativa ha dimostrato di saper dosare i tempi tra la serietà degli editorialisti – con la presenza in scaletta di nomi come Roberto Saviani e Luca Mercalli – e la pura evasione. Un meccanismo ben oliato che, anche in questa puntata di metà marzo, ha confermato la capacità di Fazio di orchestrare un carosello dove le pagelle finali sembrano quasi un contrappunto necessario per sintetizzare l’altalena di emozioni offerta da un cast tanto variegato quanto collaudato.




