Margareth Madè a Verissimo, tra l'allattamento delle figlie, l'amore per Zeno e l'oliveto in Sicilia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un tipo di bellezza che a Verissimo funziona sempre, ed è quella di chi in televisione non ha bisogno di alzare la voce per raccontarsi. Margareth Madè, che a Silvia Toffanin si siederà di fronte sabato 21 febbraio 2026, porta con sé un bagaglio di scelte nette, fatte di carriera messa in secondo piano e di un ritorno alla terra che è anche un ritorno alle origini. L’attrice siciliana, all’anagrafe Margareth Tamara Maccarone, nasce a Paternò il 22 giugno del 1982, ma è tra Adrano e Pachino, insieme ai nonni materni di origini egiziane, che trascorre gli anni dell’infanzia: un dettaglio, quest’ultimo, che aiuta a capire da dove venga quella connessione viscerale con la sua Isola -1. Dal 2016 è sposata con Giuseppe Zeno, collega con il quale ha condiviso il set e, da qualche anno, anche una vena imprenditoriale legata alla produzione di olio extravergine d’oliva -2. Ma sarà soprattutto il racconto della maternità, concreta e senza filtri, a tenere banco nell’intervista con la conduttrice.
La decisione di rallentare, per Madè, non è stata una rinuncia ma una presa di posizione. Dopo la nascita di Angelica, nel novembre del 2017, e di Beatrice, arrivata quattro anni dopo nel settembre del 2020, l’attrice ha scelto di mettere da parte i copioni per dedicarsi interamente alle bambine -1. Lo ha fatto con una continuità che racconta molto della sua idea di famiglia: «Ho allattato Angelica due anni, poi ho avuto un'altra gravidanza e ho allattato due anni anche Beatrice», spiegherà nel salotto di Canale 5. Una scelta, la sua, dettata dalla volontà di esserci sempre, di non delegare e di non perdersi nemmeno un passaggio della crescita delle figlie. È in questi frangenti, lontano dai riflettori e dalla mondanità, che Margareth dice di aver riscoperto la propria forza, quasi fosse il parto e la gestione del quotidiano, più di qualsiasi provino, a restituirle la misura di sé.
Dalla fiction all'uliveto di famiglia: la nascita di Gioi di Sicilia
Ma se Roma è la città che ospita la famiglia per esigenze lavorative, la testa e il cuore, per Madè, restano ancorati alla Sicilia. È proprio nell'agro Netino, tra filari di ulivi secolari e bagli in pietra, che l’attrice e il marito Giuseppe Zeno hanno deciso di mettere radici anche dal punto di vista produttivo. Nel 2022, per festeggiare i quarant'anni, Margareth ha trasformato un desiderio in realtà: da una piccola produzione familiare di olive, destinata alla sola tavola di casa, è nato Gioi di Sicilia -6. Un progetto che porta nomi in dialetto come "U Suli" o "A Maccia r’Alivu", evocativi di un lessico antico che l'attrice non ha mai dimenticato. Racconta di aver voluto condividere con altri quel legame con la madre terra, lo stesso che da bambina la vedeva correre e giocare in mezzo a quegli stessi alberi che oggi, da adulta, curano insieme al compagno di una vita.
L'oliveto, dove prevalgono piante della varietà autoctona Moresca, non è per Madè soltanto un investimento o una diversificazione professionale, ma una continuità affettiva. Le poche pause che il set concede alla coppia vengono spese proprio laggiù, a seguire le fasi della raccolta e della spremitura, a insegnare alle piccole Angelica e Beatrice cosa significhi raccogliere i frutti della terra e averne rispetto. Una filosofia, la loro, che tiene insieme la carriera artistica e la quotidianità più autentica: due strade, dice l'attrice, che invece di ostacolarsi si sostengono a vicenda, alimentate dalla stessa linfa.
L'esordio con Tornatore e il paragone con Monica Bellucci
Certo, prima dell'olio e delle poppate prolungate, c'è stata la fulminea ascesa nel cinema italiano. Nel 2008 Giuseppe Tornatore la sceglie dal nulla, dopo una gavetta da modella iniziata a quindici anni e qualche provino andato male, per essere la Mannina di Baarìa -4. Quel film inaugurò la Mostra del Cinema di Venezia e valse alla Madè, allora poco più che ventiseienne, la copertina di prestigiose riviste internazionali e l’etichetta, per molti critici, di "nuova Monica Bellucci" -1-7. Un'accostamento, quello con l'icona di Città di Castello, che l'ha accompagnata per anni senza però mai schiacciarla, complice una capacità di scegliere ruoli misurati e una certa ritrosia a esporsi oltre il necessario. Da lì in poi, la sua filmografia si è alternata tra fiction di successo come Il commissario Montalbano e biopic in cui ha vestito i panni di un'altra diva assoluta, Sophia Loren, ne La mia casa è piena di specchi -1.
Nel 2016, Margareth Madè aveva già incrociato il mondo di Ballando con le stelle, quando in coppia con Samuel Peron partecipò all'undicesima edizione del programma di Rai 1 condotto da Milly Carlucci -7. Un'esperienza che la riportò sotto i riflettori del varietà, a contatto con un pubblico più popolare, prima di tornare a dedicarsi alle sue passioni più private. Oggi, a distanza di dieci anni, l'occasione di rivedersi in quelle immagini e di raccontare cosa sia cambiato da allora è ciò che rende l'intervista da Silvia Toffanin un appuntamento da non perdere per chi segue le sue storie.




