Cartelle esattoriali: riscossione al 14,7%, Corte conti e più poteri

Cartelle esattoriali: riscossione al 14,7%, Corte conti e più poteri
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le cartelle esattoriali registrano una capacità di riscossione al 14,7% mentre la Corte dei conti, nel giudizio di parificazione sul Rendiconto generale dello Stato, evidenzia la necessità di rafforzare i poteri dell’amministrazione per trasformare gli accertamenti in incassi effettivi. Il dato emerge nel capitolo dedicato alle attività dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e mette in evidenza una distanza significativa tra quanto viene accertato e quanto viene effettivamente recuperato. La riforma della riscossione prevista dalla delega fiscale del governo Meloni viene così letta come insufficiente senza nuovi strumenti operativi. Le tabelle richiamate nella relazione confermano una capacità ancora limitata di recupero dei crediti.

Riforma della riscossione e limiti evidenziati dalla Corte dei conti

Nel quadro delineato dalla Corte dei conti, la riforma della riscossione inserita nella delega fiscale viene collegata a risultati considerati ancora deboli se non accompagnata da un potenziamento degli strumenti a disposizione dell’amministrazione. L’analisi richiama in particolare il funzionamento dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, indicando una struttura che fatica a trasformare in entrate effettive il volume degli accertamenti fiscali. Il giudizio di parificazione sul Rendiconto generale dello Stato evidenzia come la capacità di recupero resti limitata rispetto alla dimensione complessiva dei crediti.

All’interno dello stesso contesto viene sottolineato come le attività di riscossione si confrontino con un magazzino di arretrati che continua a rappresentare un elemento critico. Le indicazioni contenute nella relazione segnalano la necessità di strumenti più incisivi per incidere sui crediti non riscossi. Il tema si inserisce in un quadro più ampio di revisione del sistema, dove la distanza tra accertato e incassato resta uno degli aspetti centrali dell’analisi istituzionale.

Rottamazioni, crediti incagliati e flussi di incasso ridotti

Le rottamazioni delle cartelle vengono descritte come un meccanismo che non ha raggiunto gli obiettivi attesi sul fronte degli incassi. I dati relativi alla rottamazione mostrano infatti una riduzione significativa rispetto alle previsioni, con versamenti inferiori alle attese e una progressiva perdita di efficacia delle misure di definizione agevolata. Anche le edizioni più recenti vengono inserite in questo andamento, con effetti che incidono sulla capacità complessiva di recupero del sistema fiscale.

Nel 2025, a fronte di circa 1,3 miliardi attesi, i versamenti si fermano a 393 milioni, un elemento che contribuisce a delineare il quadro di difficoltà nella riscossione. Parallelamente, si inserisce il tema dello sblocco dei crediti incagliati nei cassetti fiscali, con ipotesi allo studio che includono soluzioni alternative alla cessione dei crediti e allo sconto in fattura, ormai sospesi. Tra le opzioni considerate viene richiamata la proposta ABI-ANCE, che prevede l’utilizzo delle somme in compensazione tramite F24 da parte delle banche.

In questo scenario, la cartolarizzazione viene indicata come soluzione meno probabile, mentre resta centrale il nodo dell’efficacia complessiva degli strumenti di riscossione. Le indicazioni della Corte dei conti si inseriscono quindi in un contesto in cui la riduzione degli incassi effettivi e la difficoltà di gestione dei crediti arretrati continuano a rappresentare elementi strutturali del sistema.

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