L’Inter riporta a casa Aleksandar Stankovic: 23 milioni al Bruges per il figlio d’arte, Chivu lo aspetta
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Redazione Sport
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La dirigenza dell’Inter, dopo settimane di valutazioni e monitoraggio costante, ha sciolto ogni riserva sul futuro di Aleksandar Stankovic, il giovane centrocampista classe 2005 che la prossima estate lascerà il Club Bruges per fare ritorno a Milano. L’operazione, come ormai confermato da più fonti vicine alla società nerazzurra, si chiuderà sulla base di 23 milioni di euro, una cifra che era stata fissata al momento della cessione in Belgio e che ora viene esercitata con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale prevista per l’estate del 2027. Una decisione, quella di Beppe Marotta e Piero Ausilio, maturata osservando la crescita esponenziale del ragazzo, il quale ha convinto tutti non solo per i numeri ma per la personalità mostrata in un campionato europeo competitivo come quello belga, dove ha collezionato presenze e prestazioni di rilievo internazionale.
Se da un lato l’affare appare in via di definizione con il club fiammingo – che peraltro chiuderebbe l’operazione con una plusvalenza di 13 milioni rispetto ai 10 incassati la scorsa estate dall’Inter – dall’altro è la volontà del ragazzo a giocare un ruolo determinante; Aleksander, che non ha mai nascosto il proprio attaccamento ai colori nerazzurri e il desiderio di tornare a giocare a San Siro da protagonista, si è detto entusiasta di riabbracciare l’ambiente che lo ha visto crescere. Il fatto che il club abbia scelto di anticipare i tempi, invece di aspettare il 2027 pagando un paio di milioni in più, la dice lunga sulla considerazione tecnica che l’area tecnica ha maturato nei suoi confronti: Stankovic jr non viene visto come una semplice scommessa, ma come un elemento già pronto per la prima squadra, capace di integrarsi negli schemi di Cristian Chivu, il quale lo conosce profondamente per averlo allenato nel settore giovanile.
La fiducia di Chivu e il ruolo che attende il giovane in mediana
Il tecnico romeno, che sta conducendo l’Inter verso il possibile scudetto, ha sempre creduto nelle potenzialità del figlio d’arte e ha spinto affinché il suo ritorno fosse anticipato proprio per poterlo inserire gradualmente nelle rotazioni del centrocampo a due o, a seconda delle necessità, nel nuovo modulo che si sta sperimentando a Appiano Gentile. La stima tra allenatore e giocatore, del resto, non è mai venuta meno: Chivu lo aveva plasmato nella Primavera trasformandolo in un leader, e ora, in prima squadra, intende affidargli compiti precisi in una mediana che necessita di sangue nuovo e di qualità nella costruzione del gioco. Non va dimenticato che Stankovic, nonostante la giovane età, ha già dimostrato di possedere doti fisiche importanti – l’altezza e la struttura lo rendono efficace anche in fase di non possesso – unite a una tecnica di base sopraffina che gli consente di impostare con personalità anche sotto pressione.
Il ritorno a Milano, però, non riguarda solo il centrocampista classe 2005, ma potrebbe avere sviluppi interessanti anche per quanto concerne il fratello Filip, il portiere attualmente in forza al Venezia e protagonista di una stagione straordinaria con i lagunari, primi in classifica in Serie B. Il club nerazzurro, che la scorsa estate lo aveva ceduto a Titolo definitivo per circa 2 milioni, ha avuto l’accortezza di mantenere una percentuale del 50% sulla futura rivendita, una clausola che potrebbe rivelarsi preziosa in ottica futura. Filip, classe 2002, sta letteralmente incantando tra i pali con parate decisive e numeri da urlo, tanto che in molti iniziano a chiedersi se l’Inter non possa esercitare il diritto di riportarlo alla base pagando la metà del suo attuale valore di mercato, che si aggirerebbe intorno agli 8-10 milioni.
La strategia del club e il futuro dei fratelli Stankovic
La situazione dei due fratelli, dunque, rappresenta per l’Inter una sorta di laboratorio avanzato di programmazione: da una parte si riporta a casa Aleksander, considerato ormai maturo per il salto nella mischia della massima serie, dall’altra si osserva con attenzione l’evoluzione di Filip, consapevoli che il Venezia, qualora dovesse centrare la promozione, potrebbe valutare la possibilità di trattenerlo o, in alternativa, cederlo a cifre interessanti. La dirigenza, in questo senso, si è mossa con lungimiranza, blindando percentuali e opzioni che consentono di mantenere il controllo sul futuro dei due talenti cresciuti nel vivaio.
In tutto questo, il Bruges dal canto suo incasserà una cifra importante ma si godrà la plusvalenza, mentre l’Inter si ritroverà in rosa un giocatore che conosce l’ambiente e che, soprattutto, ha già assorbito la filosofia del club. Il piano iniziale di Marotta e Ausilio, che prevedeva di lasciare Stankovic in Belgio per un’altra stagione, è stato dunque accantonato per non rischiare di veder lievitare ulteriormente il prezzo o, peggio, di dover fare i conti con eventuali offerte di club stranieri pronti a inserirsi. La volontà del ragazzo, del resto, è sempre stata chiara: tornare a giocare all’Inter, e farlo da protagonista.
L’investimento sul futuro e la continuità del progetto tecnico
L’accelerata sulla trattativa per Aleksander, che si aggiunge al consolidamento della posizione di Chivu sulla panchina nerazzurra – con un rinnovo di contratto ormai prossimo e ampiamente annunciato nonostante qualche recente passo falso in campionato – delinea un quadro piuttosto nitido delle intenzioni della società: investire sui giovani di qualità, possibilmente cresciuti in casa o comunque legati all’ambiente, per costruire una squadra che possa durare negli anni senza dover ricorrere ogni estate a rivoluzioni di mercato. La presenza di Chivu, uomo di fiducia e conoscitore profondo del settore giovanile, garantisce quella continuità di pensiero che spesso fa la differenza nell’inserimento dei prospetti in prima squadra.
L’operazione Stankovic jr, costata 23 milioni, rappresenta insomma un segnale preciso lanciato dal club a tutto l’ambiente: l’Inter crede nei suoi giovani, crede in chi ha già indossato questa maglia e, nel caso specifico, crede in un cognome che di per sé, a Milano, evoca ricordi importanti e gol pesanti. La storia, si sa, a volte torna, e nel caso dei fratelli Stankovic il cerchio potrebbe chiudersi con entrambi nuovamente in nerazzurro, seppur con tempistiche e ruoli diversi, a testimonianza di un legame che il tempo non ha scalfito.




