Baby gang a Firenze, accoltellato un padre davanti al figlio di 10 anni
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Redazione Interno
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Ha il sapore amaro della violenza priva di movente, quella che ha trasformato un tranquillo pomeriggio di aprile in una scena da incubo per un uomo di 45 anni e per suo figlio, un bambino di appena dieci anni. L’aggressione, avvenuta poco dopo le 15 in piazza dei Tigli, nel rione fiorentino dell’Isolotto, porta la firma – se così si può chiamare – di una baby gang: tre giovani nordafricani, la cui età si aggira tra i 17 e i 18 anni, hanno circondato l’auto su cui viaggiava la vittima insieme al piccolo, colpendolo con una catena e con un’arma da taglio. L’uomo, di origine albanese, è stato subito trasportato in pronto soccorso, mentre gli aggressori si sono dileguati in direzione del parco della Montagnola, lasciandosi dietro una scia di sangue e lo sguardo sbigottito dei presenti.
La genesi dell’aggressione: un diverbio nato in mezzo alla strada
Secondo una prima, sommaria ricostruzione degli inquirenti – che comunque hanno lavorato per mettere insieme i frammenti di un puzzle ancora incompleto – tutto sarebbe nato da un banale incidente di percorso. L’uomo stava viaggiando in automobile con il figlio quando, all’improvviso, i tre ragazzi hanno attraversato la strada di corsa, costringendolo probabilmente a una frenata brusca. Da quel momento, la situazione è degenerata in pochi istanti: quello che doveva essere un semplice scambio di opinioni o un richiamo si è trasformato in un parapiglia violento. Le parole hanno lasciato presto il posto ai fatti, e i giovani non hanno esitato a estrarre gli oggetti contundenti con cui hanno ridotto in fin di vita il 45enne, sotto gli occhi increduli del bambino rimasto seduto in macchina.
La scena del crimine e la fuga: i racconti dei testimoni oculari
L’eco dell’urto metallico e delle grida ha attirato l’attenzione dei commercianti e dei clienti del bar situato nella piazza, i quali si sono precipitati fuori per prestare soccorso. Una testimone ha raccontato di aver sentito un gran trambusto e, affacciatasi, di aver visto un gruppo affrontarsi con mazze e catene; un avventore del locale, nel tentativo di dividerli, ha ricevuto a sua volta un colpo in pieno. I tre aggressori, dopo aver lasciato a terra l’uomo che sanguinava copiosamente dalla testa e dalle braccia, sono fuggiti senza alcuna pietà. A fornire le prime cure è stato un artigiano della galleria antistante, il quale ha raccolto un kit di sicurezza e ha applicato un laccio emostatico per fermare l’emorragia in attesa dell’arrivo del 118. Nessuno, purtroppo, ha potuto risparmiare al piccolo la vista del padre ferito e della macchina sporca di sangue.




