Bimbo di 7 anni muore a Bologna, la sindaca: "Strada pericolosa, serve un velox"
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Redazione Interno
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Un bambino di sette anni, Rayan Murrizi, ha perso la vita nella serata di mercoledì 22 ottobre in un incidente stradale avvenuto sulla via Porrettana, all'altezza della località Granarolo. Lo schianto, di natura frontale, ha coinvolto l'auto sulla quale viaggiava il piccolo, una Volkswagen d'epoca condotta dal padre, e un'utilitaria Renault Clio. Secondo le prime, dolorose ricostruzioni, la dinamica avrebbe visto le due vetture collidere nel tentativo di evitare uno scooter che stava immettendosi presso il distributore di carburante Economy Station; una circostanza, quest'ultima, che apre a riflessioni sulla complessità della viabilità in quel tratto. Non sono mancate, peraltro, voci non ancora confermate dalle autorità che hanno avanzato l'ipotesi secondo la quale il piccolo potrebbe non avesse allacciato le cinture di sicurezza, un dettaglio che, se verificato, accentuerebbe ancor di più la tragedia.
Un lutto che ha colpito una famiglia e un intero paese
La notizia della scomparsa di Rayan ha gettato nello sconforto Minerbio e in particolare la frazione di Ca' de Fabbri, dove risiedevano il bambino e la sua famiglia, nonché il giovane ventenne rimasto ferito nello stesso incidente. La sua, una vita spezzata che lascia un vuoto incolmabile tra i compagni di squadra, dato che il piccolo era un appassionato calciatore, e tra quanti hanno conosciuto la sua famiglia, nota nella zona per la gestione di un'attività di carrozzeria. Un dolore, questo, reso ancora più straziante dalla presenza di un fratellino più piccolo, un quadro familiare che ora deve affrontare una perdita inimmaginabile e che ha spinto la collettività a stringersi attorno ai genitori in un silenzioso e partecipato cordoglio.
L'intervento della sindaca e la richiesta di interventi urgenti
A prendere la parola, con toni accorati ma al tempo stesso fermissimi, è stata la sindaca di Minerbio, Roberta Bonori, la quale ha definito l'accaduto "un grande dolore" per l'intera amministrazione e per la popolazione, sottolineando come la comunità non potrà più vedere crescere uno dei suoi bimbi. La prima cittadina, tuttavia, ha voluto andare oltre il momento del lutto, trasformando il dolore in un appello concreto e doveroso. "Dopo il dolore e il rispetto – ha affermato con decisione – è doverosa una riflessione". Una riflessione che si è tramutata in una denuncia precisa contro la pericolosità di quel tratto di strada, già teatro di un altro schianto mortale appena un anno prima, un dato che da solo basterebbe a delineare un'emergenza non più procrastinabile.
La strada sotto accusa e la richiesta di un dispositivo di controllo
Le dichiarazioni della sindaca Bonori pongono l'accento su una questione di sicurezza pubblica che trascende la singola, tragica fatalità. Il suo monito, "strada pericolosa, serve un velox", suona come un atto d'accusa verso una viabilità ritenuta insidiosa e come una richiesta inequivocabile di interventi immediati alle autorità competenti. L'installazione di un apparecchio per il rilevamento della velocità viene indicata come una misura necessaria, quasi un presidio per tentare di scongiurare il ripetersi di simili eventi, in un punto della Porrettana che sembra aver ormai maturato, suo malgrado, una sinistra reputazione. La tragedia di Rayan, dunque, non è solo una ferita aperta per chi lo conosceva, ma si erge a simbolo di un problema infrastrutturale che reclama risposte, affinché la strada non continui a mietere vittime innocenti.




