La questura di Rimini e il vuoto che lascia l’agente Schiavone, stroncato da un malore a 38 anni
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Redazione Interno
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Il fragore della normale routine amministrativa, quello che riempie le stanze della squadra Mobile di Napoli e che solitamente attutisce persino le sirene più lontane, si è improvvisamente trasformato in un silenzio assordante. A causarlo – una circostanza che nessun manuale di procedura contempla – è stata la scomparsa di Francesco Schiavone, poliziotto di 38 anni originario di Marano, colto da un malore fatale mentre, sabato scorso, si accingeva a raggiungere il posto di lavoro. I tentativi di rianimazione, sebbene tempestivi, si sono rivelati vani di fronte alla violenza di un attacco che ha spezzato una vita professionalmente dedicata alla legalità e, sul piano personale, appena ricomposta in un matrimonio celebrato solo un anno fa.
Il cordoglio che attraversa la pianura Padana e raggiunge i vicoli campani
Se il decesso è avvenuto in Campania, dove Schiavone era tornato a settembre dopo un’esperienza durata sei anni sulla riviera romagnola, è nella questura di Rimini che il dolore ha trovato il suo epicentro emotivo più vibrante. L’agente, arrivato nel 2019, ha scalato i gradini del servizio: dopo un iniziale passaggio all’ufficio di Gabinetto, lo si è visto operare sulle Volanti per poi approdare, nel novembre del 2021, alla sezione antidroga della Squadra Mobile. Sono impegnative quelle strade del litorale che ha pattugliato, così come complesse le dinamiche criminali che ha contribuito a contrastare; chi lo ha incrociato in quegli anni parla di un professionista esemplare, di quelli che lasciano il segno nonostante il trasferimento.
Una mobilitazione concreta per chi resta: la moglie e i due figli piccoli
Lascia, Francesco Schiavone, una famiglia giovane e drammaticamente esposta al lutto: la moglie Maria e due bambini di pochi anni, i quali ora si trovano a dover fare i conti con un’assenza che nessuna divisa può colmare. Di fronte a questa evidenza materiale e straziante, i colleghi non si sono limitati a esaurire il cordoglio nei messaggi verbali o nei mazzi di fiori depositati in Questura. Hanno invece deciso di attivarsi su un fronte pratico, promuovendo – anche attraverso la trasposizione mediatica della tragedia – una raccolta fondi destinata a sostenere finanziariamente la donna e i suoi figli. Tale iniziativa, lanciata inizialmente dagli ambienti di Napoli, ha trovato immediato riscontro nei poliziotti riminesi, alcuni dei quali hanno partecipato ai funerali celebrati nella chiesa di San Ludovico d’Angiò a Marano.
La carriera tra due città e la solidarietà che unisce i corridoi
La parabola professionale di Schiavone, che dal 2019 al 2025 ha operato a Rimini prima di fare ritorno al commissariato di Poggio Reale per un successivo approdo alla Mobile di Napoli, testimonia la mobilità tipica della disciplina di. Eppure, nonostante la distanza geografica, il legame con i vecchi commilitoni romagnoli non si è mai reciso; lo dimostra la partecipazione attiva di questi ultimi alla catena di solidarietà. Un conto corrente intestato alla vedova (IT62I0760103400001027266913) è stato reso pubblico affinché chiunque, anche al di fuori del perimetro istituzionale, possa contribuire a lenire le ristrettezze economiche che un lutto così improvviso rischia di aggravare. In questo frangente, l’abnegazione del singolo si trasforma in azione collettiva, laddove la divisa diventa un abbraccio corale che supera i confini regionali.




